SMOG IN CINA: LA “AIRPOCALISSE” AVVOLGE LA CITTA’ DI HARBIN.

22 ott 2013

Cina – Un denso mantello di smog avvolge la città cinese di Harbin, bloccando molte delle attività di questa metropoli di 11 milioni di abitanti: le scuole sono chiuse, ma anche l’aeroporto e la rete dei trasporti su strada funzionano in modo ridotto. La visibilità è ridotta a 10 metri.

Pur migliorato giorno dopo giorno, l’inquinamento atmosferico supera di trenta volte il tetto indicato dall’Oms: “La nebbia è meno densa di ieri, ma sempre disgustosa”. Un ingegnere di 25 anni, Zhao Yang, ha dichiarato: “Ieri è stato il giorno peggiore. Si prova dolore quando si respira “.

La “airpocalisse” è risultata come la prima pagina di molti giornali, sempre più preoccupati per il degrado ambientale. La stampa ha pubblicato foto di abitanti di Harbin, il volto coperto dalle maschere, persi nella nebbia.

Lo smog riporta in primo piano le sfide ambientali del paese, raccolte dal governo che, lo scorso giugno, ha annunciato misure per migliorare la qualità dell’aria, dopo anni di lassismo nei confronti dei pericoli ambientali. Gli undici milioni di abitanti della città sono così invitati a restare chiusi in casa.

VIOLENZA SUI MINORI: PER QUANTO ANCORA?

01 ott 2013

In Italia sono circa 4000 i casi di abusi e violenze denunciati fino al mese scorso. Che abbiamo 3 o 15 anni, che siano i figli o perfetti sconosciuti, aumenta mese dopo mese il numero dei bambini tormentati e violentati in strada, a scuola e nelle mura domestiche.

L’inaccettabilità di questi atti viene al tempo stesso giustificata da troppe donne, per lo più madri, le quali ritengono che il marito sia autorizzato a picchiare i figli in determinate circostanze come l’uscita di casa senza permesso o il rifiuto di adempiere ai propri doveri.

“Lontano dagli occhi” esistono realtà che molti non vogliono guardare, non vogliono affrontare e preferiscono che restino lì, lontano dagli occhi e dal cuore. Ma le violenze sui minori stimano numeri esorbitanti, i quali non possono essere ignorati.

La violenza sui minori e sui più deboli esiste in mille facce e modi; fa male alla nostra coscienza,  alla società. I casi di violenza sui minori sono i più difficili da conoscere perché di rado vengono denunciati, per vari motivi: la giovane età, l’inesperienza, la vergogna della vittima stessa, la complicità imposta impetuosamentedalla famiglia, l’ignoranza, la paura.

Vi è insomma la necessità di uno strumento che sia immediato, di facile accesso e che garantisca, allo stesso tempo, il rispetto e la tutela di chi lo usa. Da questo nascono diverse associazioni come “Il telefono azzurro” o “Il telefono rosa” in sostegno e in aiuto ai minori. Lo scopo è quello di mettere a disposizione uno strumento attraverso il quale i più giovani ed i più deboli possano chiedere aiuto e trovare  un sostegno per superare momenti critici o difficili.

Noi, questi contatti, ve li postiamo nel caso possano servire. Perché è facile abbassare la testa e pensare “io non posso nulla”. Ma ancor più semplice è sapere di avere una realtà a cui ancorarsi.

Telefono Azzurro – sede di Napoli

Via della Giudecca Vecchia, 29 – 80139 Napoli

Telefono 081.0140648

Fax  081.01536101

Telefono Rosa – Onlus

Viale Giuseppe Mazzini, 73
00195 – Roma
Tel. 06.37.51.82.82 – Fax 06.37.51.82.89
Email: telefonorosa@alice.it

LA CONCORDIA IN PIEDI: ORA VIA DAL GIGLIO.

17 set 2013

Un’ora per andare a fondo, 610 giorni di abbandono della nave, 500 addetti a lavoro, meno di 24 ore per rialzarsi.

Sono questi i dati arrivati stamattina alle prime ore dell’alba che ci riportano i progressi della questione “Concordia”. «Le operazioni di rotazione della nave sono completate, meglio di così non poteva andare» esulta il capo della Protezione civile.

Applausi e abbracci tra i tanti presenti che hanno seguito da vicino il lavoro di tecnici, ingegneri  e della protezione civile che hanno risollevato la Concordia e allo stesso tempo un paese che, naufragato insieme alla nave, oggi riparte.

Ora occorre valutare le condizioni della fiancata danneggiata prima di compiere i prossimi passi, va riparata e poi definitivamente spostata.

Doveva presentarsi come un ritorno alla vita, e invece appare come un lungo e tormentato funerale in memoria delle 32 vittime della catastrofe, due delle quali sono ancora laggiù, nei labirinti della nave.

21 GIUGNO: PRIMO GIORNO D’ESTATE. COME COMBATTERE IL CALDO AL MEGLIO.

21 giu 2013

Il 21 Giugno rappresenta il solstizio d’estate (primo giorno di estate), il giorno con più ore di luce.

A Firenze si superano già i 36 gradi. In Puglia e Basilicata si sfioreranno i 40. In Campania con oggi abbiamo già superato i 30.

Ogni anno sembra sia sempre peggio; fatto sta che, nonostante la vita, soprattutto quella lavorativa, continui anche in questo periodo, il nostro compito resta quello di proteggerci al meglio dal pericolo “caldo”.

Lo abbiamo aspettato, ma ora che è arrivato, dobbiamo già metterci al riparo. Il tanto desiderato caldo è riuscito a farsi largo con l’anticiclone Ade, che farà alzare la temperatura ben oltre i 35°. Le temperature basse di questa primavera non ci hanno preparato per bene alle ondate di calore di questi giorni. Gli italiani, specialmente quelli che dovranno restare in città, dovranno quindi seguire regole semplici ma fondamentali per non accusare troppo l’afa e il calore.

USCIRE DI CASA NELLE ORE MENO CALDE DELLA GIORNATA. Evitare di uscire all’aria aperta nelle ore più calde, cioè dalle ore 11.00 alle 18.00. Niente colori scuri perché attirano maggiormente il calore, usare gli occhiali da sole; inoltre è consigliato proteggere le parti del corpo esposte al sole con creme solari ad alto fattore protettivo.

RINFRESCARE L’AMBIENTE DOMESTICO E DI LAVORO. E’ bene munirsi di tapparelle e persiane chiuse, in modo da poter usufruire delle finestre esposte al sole, senza risentire del forte caldo. Per chi invece è munito di aria condizionata, evitate sbalzi di temperatura con l’esterno

.

RIDURRE LA TEMPERATURA CORPOREA. Fare bagni e docce con acqua tiepida o bagnarsi viso e braccia con acqua fresca anche più volte al giorno può essere un buon rimedio contro l’afa, senza dimenticarsi di bere almeno 2 litri di acqua al giorno.

ALIMENTARSI CORRETTAMENTE. L’alimentazione estiva più salutare consiglia di nutrirsi con cibi leggeri ed ad alto contenuto di acqua, come frutta fresca e di stagione ed insalate varie.

Sempre i soliti consigli, che, se seguiti, ci faranno vivere in città con meno amaro in bocca.

CAREGIVERS : INCONTRI 12 E 26 GIUGNO – GESTIONE DELLA PERSONA SIEROPOSITIVA -

10 giu 2013

L’impegno dell’associazione Arci Napoli e degli operatori coinvolti nel progetto caregivers, continua senza sosta. Il progetto si prefigge l’obiettivo di dare un aiuto concreto ai pazienti malati di HIV ma sopratutto ai familiari, che spesso si trovano a dover affrontare problematiche non sono nella gestione delle attività quotidiane, ma anche a livello morale, psicologico e legale.

Oltre al nostro impegno di diffusione mediatica di informazioni utili al nostro target di riferimento, alla sensibilizzazione della massa, nei confronti di una malattia che molto spesso viene sottovalutata ma che ancora tutt’ora è in larga diffusione, cerchiamo di rivolgere il nostro aiuto ai nuclei familiari che più hanno bisogno della nostra assistenza.

Per questo motivo l’Arci Napoli ha organizzato 2 seminari che si terranno il 12 e 26 Giugno alle ore 17,00 presso la sede della nostra associazione situata in Via Abate Minichini, 37 che saranno presenziati dalla Dott.ssa Margherita Errico – Presidente NPS –

I due incontri serviranno a fare chiarezza su tematiche legate all’ HIV dagli aspetti diagnostici quali : appuntamenti in ospedale e andamento delle visite, alla gestione degli aspetti legali e burocratici : come gestire l’esenzione e la possibile richiesta di invalidità, i diritti ed i doveri del paziente a partire dalla legge 135 del 1990 e successive integrazioni o modifiche presenti in Italia.

Il nostro obiettivo è di rendere quanto più serena e possibile la convivenza con la malattia, e con la persona sieroposivita.
Gli incontri sono aperti a chiunque volesse partecipare.
Per ulteriori informazioni potete contattarci al nostro centralino al numero 081/19339008
Oppure restare aggiornati usando la nostra pagina facebook.

L’URLO DEL SILENZIO : LA VIOLENZA SULLE DONNE

05 giu 2013

In Italia ogni tre giorni una donna viene uccisa, che sia dal marito, il fidanzato, i compagni, il padre.

La violenza domestica è la prima causa di morte nel mondo per le donne tra i 16 e i 44 anni, ancora più diffusa degli incidenti stradali o delle malattie.

≪Studentessa stuprata in pieno giorno nel centro di Napoli.≫

≪India. Morta dopo un mese di agonia la ragazza aggredita con l’acido a Mumbai.≫

≪Modena. Picchiata finisce all’ospedale. Denuncia il marito per percosse.≫

≪Salerno. In manette padre violento: abusava della moglie e della figlia. ≫

≪Firenze. Picchia la compagna incinta perché non pulisce casa.≫

Queste sono solo alcune delle notizie di violenze denunciate solo nell’ultima settimana di Maggio.

Ed è proprio a partire dai recenti casi di violenza e femminicidio, che a Roma è stata organizzata una manifestazione dal titolo “Mai più!”.

Gli obiettivi sono chiedere un’assunzione di responsabilità politica allo Stato, rafforzare l’alleanza tra le donne per dare luogo a esperienze nuove e metterle in rete con quelle più rafforzate.

“Vogliamo fare rete –  afferma Nicoletta Guelfi dell’associazione Punto D – e unirci ai singoli ma anche alle realtà che da anni sono impegnate nel contrasto della violenza”.

Donna non è sinonimo di schiavitù, sfruttamento, sottomissione, inferiorità; ma madre, amore.

Ma cosa si può fare per contrastare questo crescente fenomeno?
Qualcosa è stato fatto, negli ultimi tempi in particolare: sono nati centri anti-violenza, dotati spesso anche di case-rifugio, sono stati istituiti corsi di formazione dei carabinieri, in tutto l’Occidente è stato introdotto il reato di “femminicidio”, con il quale si vuole lasciar passare il messaggio che uccidere una persona perché si ritiene propria è un’ aggravante giuridica, e non più una attenuante.
Recentemente le ricerche  hanno dato rilievo ad una forma di violenza contro le donne molto diffusa, lo stalking, cioè il comportamento, prevalentemente maschile, caratterizzato da persecuzione continua, molestie asfissianti, intromissione nella vita privata.
La violenza sulle donne non è naturalmente soltanto un problema italiano. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità almeno una donna su cinque ha subito abusi da parte di un uomo nel corso della propria vita.
Il primo passo da compiere sarebbe in ogni caso quello di cercare di modificare le culture, dove il maschio

ritiene di avere ancora una posizione dominante e ancora troppi privilegi da difendere.

Chi ne subisce le conseguenze? La donna, ovviamente.

D-C-A: TROVATA LA CURA CONTRO IL CANCRO?

26 apr 2013

Sembra sia una cura semplice e molto economica, se non fosse per il fatto che si continua a considerarla una questione privata che non necessita diffusione.

Si tratta del di-cloro acetato, considerato positivo sotto tutti i punti di vista dopo essere stato esaminato tramite test e prove in laboratorio. Utilizzando il DCA i tumori vengono annientati e i tessuti sani lasciati integri. Agisce sui mitocondri delle cellule malate, portandole alla morte cellulare. Essendo il di-cloro acetato già usato per combattere i disturbi alimentari, questo è già abbondantemente disponibile.

La scoperta è stata fatta nel 2007, più o meno 5 anni fa, ma non è mai stata diffusa, forse per il poco guadagno, se non nullo, per le case farmaceutiche, in quanto è una terapia naturale che non può essere brevettata. Se la notizia fosse vera, ci lascerebbe sconvolti e indignati, perché mostrerebbe senza inganni che il principale obiettivo delle case farmaceutiche sia il guadagno.

Tuttavia, secondo altre fonti, il di-cloro acetato si sarebbe rivelato tossico per il sistema nervoso, con gravi effetti collaterali. Non è possibile quindi essere certi della sicurezza della nuova cura, ma si spera stiano continuando le ricerche, dal 2007 ad oggi, per chiarire al meglio la questione.

WHASHINGTON : SOSPESA LA RICERCA HTVN 505

26 apr 2013

Negli stati uniti è stato sospeso lo studio noto come Hvtn 505, che aveva messo a punto un vaccino sperimentale contro l’ HIV basato su DNA modificato.La ricerca andava avanti da 4 anni, e coinvolgeva più di 2500 uomini, ma non ha dato i risultati sperati.

Lo studio si basava su una versione modificata del Dna del virus e sul metodo del prime-boost, il vaccino è inoculato nel corpo per renderlo immune al virus; poi un altro vaccino, contenente lo stesso dna modificato inserito in un virus del raffreddore, viene iniettato per rafforzare la risposta del sistema immunitario.
Tanta delusione ed amarezza per chi ha lavorato duramente al progetto, credendoci fortemente. La ricerca è stata sospesa dal Governo degli Stati Uniti perchè era ormai da quattro anni che si aspettavano risultati che alla fine non sono mai arrivati. Il vaccino non ha funzionato. Addirittura nel gruppo di uomini sottoposti a vaccino, si è notato un livello di contagio leggermente più alto rispetto al gruppo di controllo, a cui non era dato un vaccino, ma un placebo.
Ma non si scoraggiano i ricercatori, che cercano imperterriti un vaccino, o una cura, per questa malattia, che ancora oggi, nonostante i passi da gigante fatti dalla medicina, continua ad essere mortale.
Nonostante la ricerca non abbia portato ai risultati sperati, ha comunque dato molti nuovi dati che serviranno per portare avanti altre ricerche. E soprattutto ha ridato importanze ad una malattia che spesso viene sottovalutata dalla popolazione.
L’ HIV esiste, e bisogna parlarne!

HIV : UNA MALATTIA DIMENTICATA DAI MEDIA

22 mar 2013

L’HIV agli albori della sua scoperta, ha goduto per lungo tempo di un boom mediatico, che permetteva alla gente di essere informata sulle cause e dinamiche della suddetta patologia. Diagnosticata come una malattia progressivamente invalidante e senza alcuna cura o vaccino preventivo, l’HIV si nutriva di un’ unica speranza : la prevenzione. La trasmissione dell’infezione avviene tramite diversi modi, oggi, la maggiore causa di contagio sono i rapporti sessuali tra etero, non protetti.

Per questo motivo negli anni 80′ si ebbe un considerevole aumento dell’uso del preservativo, sollecitato da una forte attenzione mediatica alla sensibilizzazione della malattia. I primi quattro casi diagnosticati nel 1981, erano omosessuali, questo fece inizialmente pensare che l’ HIV fosse una malattia esclusivamente gay. Successivamente si è scoperto che questo dato era del tutto irrilevante, in quanto la malattia è diffusa anche negli eterosessuali, oggi infatti i casi di HIV diagnosticati, sono in prevalenza di etero, anche se gli omosessuali hanno il rischio di contagiarsi più facilmente in quanto durante i rapporti anali, è più facile che si creino microtraumi e fuoriuscita di sangue che favoriscono il contagio. Non si discute sul fatto che ogni rapporto non protetto può essere rischioso, in quanto le secrezioni genitali raggiungono livelli elevati di cariche virali, soprattutto lo sperma, che è più infettante rispetto alle mucose vaginali. La donna diventa maggiormente infettante in presenza di mestruazioni, o infezioni vaginali. Il preservativo è un presidio sanitario di provata efficacia : impedendo il contatto fra le secrezioni potenzialmente infette, rende i rapporti sicuri e protegge da ogni malattia sessualmente trasmissibile. L’ HIV è una malattia inizialmente asintomatica, dato non trascurabile, in quanto molti soggetti ne sono inconsapevolmente affetti.

L’importanza mediatica attribuita alla scoperta di questa nuova patologia, era motivata dalla paura che creò nella popolazione mondiale, in quanto l’ AIDS è una malattia degenerativa che porta progressivamente alla morte. Oggi sono stati inventati nuovi farmaci e nuovi percorsi terapeutici antiretrovirali, che permettono alle persone risultate siero-positive ai test, di iniziare a curarsi da subito, arrestando così, lentamente, il degenerare della malattia. Oggi molti ci convivono per anni, infatti la vita media per i soggetti affetti si è molto allungata. Queste nuove scoperte, hanno creato nel  pensiero comune, l’idea che l’HIV fosse diventata una malattia curabile, trascurando il fatto che nonostante i percorsi terapeutici, l’HIV ancora oggi resta una malattia mortale. Infatti dall’inizio dell’epidemia nel 1981 ad oggi in Italia, sono stati segnalati circa 64.000 casi di AIDS di cui quasi 50.000 deceduti.

Tra il 2006 e il 2011 è aumentata costantemente la quota di persone che è arrivata allo stadio di AIDS conclamato (lo stadio più avanzato dell’ infezione HIV), ignorando la propria sieropositività. La parola chiave per questa malattia è quindi “prevenzione”, occorre restituire a questa patologia l’importanza mediatica di cui godeva un tempo, sollecitando soprattutto i giovani ad informarsi sulle conseguenze che possono portare rapporti sessuali non protetti, rendendoli consapevoli , che l’uso del preservativo è essenziale, se non si vuole contrarre nessun tipo di malattia sessualmente trasmissibile.

STOP A LEGGE CONTRO OMOFOBIA.

26 lug 2011

Con 293 sì, 250 no e 21 astenuti passano in aula alla Camera le pregiudiziali di costituzionalità presentate da Udc, Pdl e Lega. Concia: “Oggi la maggior parte del Parlamento ha scelto di stare dalla parte dei violenti e non delle vittime delle violenze e delle discriminazioni”. Persino Fini dichiara: “Da deputato avrei votato contro”.

Il voto odierno è avvenuto a poco meno di due anni dalla prima bocciatura della legge anti-omofobia, quando, nell’ottobre del 2009, Montecitorio approvò le pregiudiziali di costituzionalità presentate dall’Udc. A maggio scorso, poi, la commissione giustizia bocciò due diversi tentativi di mediazione cui ostinatamente aveva lavorato la deputata del Pd. La pregiudiziale di costituzionalità della Lega, illustrata in aula da Carolina Lussana, afferma che il disegno di legge “offre una protezione privilegiata alla persona offesa in ragione del proprio orientamento sessuale e in particolare discrimina fra chi subisce forme di violenza, perché vi è una tutela rafforzata. Rispetto invece a chi subisce altre forme di violenza”.