STOP A LEGGE CONTRO OMOFOBIA.

26 lug 2011

Con 293 sì, 250 no e 21 astenuti passano in aula alla Camera le pregiudiziali di costituzionalità presentate da Udc, Pdl e Lega. Concia: “Oggi la maggior parte del Parlamento ha scelto di stare dalla parte dei violenti e non delle vittime delle violenze e delle discriminazioni”. Persino Fini dichiara: “Da deputato avrei votato contro”.

Il voto odierno è avvenuto a poco meno di due anni dalla prima bocciatura della legge anti-omofobia, quando, nell’ottobre del 2009, Montecitorio approvò le pregiudiziali di costituzionalità presentate dall’Udc. A maggio scorso, poi, la commissione giustizia bocciò due diversi tentativi di mediazione cui ostinatamente aveva lavorato la deputata del Pd. La pregiudiziale di costituzionalità della Lega, illustrata in aula da Carolina Lussana, afferma che il disegno di legge “offre una protezione privilegiata alla persona offesa in ragione del proprio orientamento sessuale e in particolare discrimina fra chi subisce forme di violenza, perché vi è una tutela rafforzata. Rispetto invece a chi subisce altre forme di violenza”.

RICORDATE NEMICO PUBBLICO?

13 lug 2011

Ricordate quel film con Will Smith e Gene Hackman che si intitolava “Nemico Pubblico? Inseguimenti satellitari, intercettazioni di tutti i tipi e così via. Un film che lansciava molti dubbi sui limiti tra privacy e sicurezza e su “chi controlla il controllore”.

Beh sembra che l’episodio successivo sia nella realtà di quello che accade nel mondo oggi: al ritorno dalle vacanze gli americani troveranno una sorpresa. Dall’Arizona al Massachusetts, migliaia di poliziotti sono pronti a riceverli con una macchinetta fotografica speciale. A vederla sembra un giocattolino. Si applica all’iPhone ed è alta un paio di centimetri. Ma è un vero e proprio computer e trasmettitore: che confronta la foto del malcapitato di turno con le decine di migliaia presenti nei casellari giudiziari degli States.

Il riconoscimento facciale è l’ultima frontiera dell’hi-tech. Ma l’uso che i poliziotti s’apprestano a farne già solleva polemiche su polemiche. Negli Usa non è obbligatorio circolare con una carta di riconoscimento. E i difensori della privacy e dei diritti civili sono ovviamente insorti. Gli stessi poliziotti frenano.

Riconoscimento facciale e dell’iride sono la nuova frontiera dei controlli. Quello dell’iride per ora accompagna ma presto potrebbe addirittura soppiantare le impronte digitali.

Del resto sono sempre di più, dagli Usa in giù, gli stati in cui il controllo degli occhi viene usato alla dogana. Dice il capo di BI2, Sean Mullin, che le foto dei sospetti vengono confrontate con quelle presenti negli archivi degli uffici di polizia che si sono dotati delle macchinette: un pugno di Stati per un ordine di 7mila apparecchi in arrivo appunto per l’autunno. Ma nei piani c’è l’accesso agli immensi database dell’Fbi.

Il riconoscimento facciale naturalmente è una prospettiva tecnologica che non alletta soltanto le forze dell’ordine. La macchinetta, dicono a Plymouth, potrebbe essere utile per esempio nel campo sanitario. Ma il fenomeno è l’ultimo grido soprattutto dei social network. Facebook ha lanciato un sistema che permette di rintracciare i propri amici utilizzando appunto le foto: ed è ovviamente interno alla piattaforma.

Google stava lavorando a qualcosa del genere ma il presidente Eric Schmidt ha annunciato di aver fermato il progetto fino a quando non saranno risolti i problemi di privacy. Oggi funziona già per gli oggetti: fai una foto e dal telefonino al web confronti l’oggetto con quelli presenti per esempio su Google Images. O negli archivi dei supermarket virtuali, da Amazon in più, che saranno lietissimi di propinarti una proposta d’acquisto.

Ma il riconoscimento facciale va oltre. Pensate a quanti tipo di usi sarebbero possibili, più o meno legali. Prendi la foto di un tizio e grazie agli archivi del web ti scorre tutta la sua vita.

Oppure come si vede già in alcuni film dove attraverso le videocamere disseminate in città tra bancomat e supermercati si individua e si segue chiunque.

Vi saluto col terrore di entrare in un grande magazzino ed essere salutato (dopo il riconoscimento della mia iride) per nome e cognome, mentre un monitor mi mostra ossessivamente i prodotti che social network e motori di ricerca hanno individuato come appetitosi per me.

Addio privacy.

I PM ANTICAMORRA LASCIATI A PIEDI.

28 giu 2011

“Dite ai bosso che da domani prendiamo la Metro”. Da ieri i magistrati di Napoli sottoposti a tutela (il procuratore, gli aggiunti e i sostituti della Dda) sono costretti a lasciare l’ufficio entro le 18 o a tornare a casa con mezzi propri, con tutti i rischi per la sicurezza che questo comporta. Il ministero della Giustizia, infatti, non riesce più a garantire agli autisti il pagamento dello straordinario: problema simile a quello dei cancellieri, che già da mesi terminano il loro lavoro alle 15. In queste condizioni, le difficoltà per i pm anticamorra sono enormemente aumentate.

Da ieri, dunque, molti uffici della Procura dalle 18 sono vuoti. I magistrati che avevano necessità di trattenersi in ufficio per motivi di lavoro hanno fatto rientro a casa in taxi o addirittura con i mezzi pubblici, dal momento che alcuni di loro abitano in provincia e il costo del taxi sarebbe troppo oneroso. “Dite a Peppe Setola e a Michele Zagaria – è lo sfogo di un pm del pool che indaga sul clan dei casalesi – che, se mi cercano, possono trovarmi alla stazione della Circumvesuviana dalle 7 di sera. Non molto sicura per noi, ma almeno qualcosa che ancora funziona”

“LAVATEVI SPORCACCIONI”. AGGREDITI 2 DIRIGENTI ARCI GAY.

10 apr 2011

Le battaglie per i diritti civili sono battaglie irrinunciabili. Dopo tante manifestazioni tenute a Napoli per contrastare decine di aggressioni legate ad intolleranza omofobica pare che siamo esattamente punto e a capo.

L’episodio davanti alla sede di Napoli dell’associazione. Vittime dell’attacco il presidente della sede di Salerno e il segretario provinciale di Pistoia che si trovavano in città per un corso di formazione. Contro i due lanci di uova ed acqua. Identificato l’aggressore.

Antonello Sannino, presidente di Arcigay Salerno e Federico Esposito, segretario provinciale di Arcigay Pistoia, sono stati colpiti da calci e pugni. Poi secondo alcune testimonianze sono stati raggiunti da un lancio di uova e d’acqua mentre si udiva un ‘Lavatevi sporcaccioni’ a quel punto tre persone (uno uomo con una mazza e una donna) si sono aggiunte all’assalitore.

La presenza di 40 componenti dell’Arcigay ha evitato il peggio. L’aggressore è stato identificato dai carabinieri. Sia Sannino che Esposito hanno presentato denuncia mentre le contusioni che hanno riportato sono state giudicate guaribili in sette giorni.

La mia piena solidarietà alle due vittime dell’aggressione, e la massima disponibilità a tutta Arci Gay per organizzare iniziative nel quartiere che contrastino questa vergognosa ondata omofobica che rinasce.

L’INATTIVITA’ E’ PERICOLOSA. METTI IN MOTO LA LEGALITA’.

27 mar 2011

Clan e poteri criminali crescono nel silenzio, per poi esplodere improvvisi. Nella nostra terra, posta alle pendici del Vesuvio, grandi interessi criminali scorrono sotterranei come fiumi di magma. Il silenzio è la prima arma di tutte le mafie. La lotta alla camorra si combatte giorno dopo giorno. Esattamente come accade per i vulcani, l’inattività è pericolosa.

Una città sicura è una città viva. Vita culturale e locali commerciali rendono le nostre strade più sicure. La criminalità va prevenuta e l’azione dell forze giudiziarie sostenuta. L’educazione alla legalità e la lotta alle mafie, anche sul piano culturale e politico, devono essere una nostra azione costante. Non possiamo far si che sia un tema solo quando scoppiano faide. Mettiamo in moto la legalità.

I clan della camorra hanno inquinato le nostre acque, la nostra terra e i suoi frutti. Nel sangue nostro, e delle madri dei nostri figli, è presente arsenico e diossina. Personalmente ritengo che sicurezza e lotta alla camorra siano il primo punto dell’agenda politica.

Non possiamo accettare altri imprenditori spregiudicati, né si può avere indecisione nella lotta a queste forze criminali. Serve sicurezza nelle nostre strade e legalità nella vita civile di Napoli.

IL RAZZISMO A NAPOLI NON E’ A CASA. CACCIAMOLO VIA.

10 mar 2011

Condivido con tutti i napoletani un profondo disgusto per ciò a cui abbiamo assistito oggi nella nostra città. Due sedicenni aggrediscono e umiliano una italiana nera: unico movemente l’odio razziale. Napoli lacerata dall’odio razziale è una Napoli che nega se stessa, le sue radici, ma soprattutto la sua forza: l’amore per l’altro.

Come ci dice la Bibbia, “Anche voi dovete amare lo straniero, perché voi stessi eravate stranieri in terra d’Egitto” (Deuteronomio 10:20). Quei due sedicenni, con quella violenza vergongosa non umiliavano solo una figlia di Dio come loro, ma una napoletana come loro. Come furono i napoletani che in america finivano ghettizzati e umiliati tra le strade di New York o in sudamerica.

Il nostro impegno è verso tutti gli italiani disposti a lavorare sodo per ottenere una vita migliore per se stessi e per i propri figli, per avere una possibilità di realizzare un’Italia migliore, una Napoli migliore.

Noi crediamo nelle parole della nostra Costituzione, che siamo tutti creati uguali e che, quale che sia il colore della nostra pelle o il luogo dal quale provengono i nostri antenati, siamo tutti italiani e siamo tutti figli di Dio.

Abbiamo visto con i nostri occhi gli straordinari passi verso l’unità del Paese compiuti nei centocinquantanni dell’unità d’Italia, ma sappiamo che c’è chi oggi avvelena la nostra terra seminando odio.

Se siamo onesti con noi stessi, la maggior parte di noi può ricordare i momenti in cui ha incontrato qualcuno con la pelle di un colore diverso dalla nostra, che parlava con un accento diverso, o che portava sul volto i segni della miseria, che abbiamo valutato secondo parametri che non vorremmo venissero utilizzati per giudicare noi.

Ma siamo una città ricca di compassione, e crediamo che sia giusto fare uno sforzo in più per persone amano Napoli e che sono disposte a lavorare molto per renderla migliore insieme a noi.

SICUREZZA SUI LUOGHI DEL LAVORO: NAPOLI AVANTI.

26 feb 2011

Tre anni fa, come sapete, il Comune di Napoli è stato il primo comune italiano a costituire un Osservatorio sulla Sicurezza dei Luoghi di Lavoro, di cui sono stato Presidente pro-tempore.
E’ stato un impegno importante che portiamo avanti con orgoglio. Scegliemmo come testimonial Giulio Golia delle Iene che fu un grande e valido aiuto per sensibilizzare tanti in Città.

Come ogni anno, sulla base di questo importante impegno del Consiglio Comunale di Napoli, parte venerdì 25 febbraio, dalle ore 10.00 – la campagna di sensibilizzazione sulla Sicurezza nei luoghi di lavoro, promossa con l’Osservatorio “Napoli Città Sicura”. La campagna informativa proseguirà con la celebrazione – sabato 5 marzo – della “Giornata cittadina per la Sicurezza nei luoghi di lavoro”.

In Piazza Dante e Via S. Caterina a Chiaia saranno allestiti due gazebo per informare e sensibilizzare la cittadinanza sulla necessità di un maggiore impegno nel contrastare questa piaga sociale anche attraverso la distribuzione di materiale informativo.

Anche quest’anno chiameremo i cittadini ad esprimere la propria visione della “sicurezza sui luoghi di lavoro” con un questionario da compilare e consegnare ai gazebo che consentirà di partecipare all’estrazione di due buoni libro.

La campagna informativa proseguirà con la celebrazione – sabato 5 marzo – della “Giornata cittadina per la Sicurezza nei luoghi di lavoro”, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, durante la quale si terrà la seduta solenne del Consiglio Comunale, alle ore 11,00 nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino.

Spero partecipiate in tanti.

SUBITO GIU’ LE VELE DI SCAMPIA.

19 gen 2011

Le Vele di Scampia sono un monumento immortale di Napoli. Un monumento della Camorra. Come tutti i monumenti la loro fama nel mondo è amplificata dalla notorietà che gli dànno di volta in volta giornali e cinema (ad esempio Gomorra). Ma questa notorietà è la notorietà che nasce dal fatto che sia la più grande piazza di droga d’Europa e dal fatto che su quello scenario si sia combattuta una faida (quella tra scissionisti e Clan Di Lauro) che ha prodotto molte più morti dell’attuale colpo di stato in Tunisia.

Allora, spiegatemi, perché le Vele sono ancora lì? Perché il Comune di Napoli assegna case agli occupanti, per sgombrarle definitivamente, ma poi all’indomani le rioccupano? E poi, in ultimo, a chi giova?

All’ultima domanda c’è una sola risposta: la Camorra.

A tutte le altre domande l’unica risposta è: abbatterle.

60 secondi contro le ecomafie.

06 dic 2010

8 dicembre 2010. Social Mob contro le ecomafie. Piazza del Gesù, Napoli.

E’ previsto dalle ore 13.30 in poi il Social Mob contro le ecomafie promosso dal gruppo “Social Mob Napoli“. La Piazza scelta per l’occasione è Piazza del Gesù; già l’anno scorso per l’azione contro la camorra fu scelta questa centralissima e rappresentativa piazza di Napoli.

Gli organizzatori Alessadro Tolino e Sergio Noviello assicurano che sarà una dimostrazione di grande impatto emotivo e visivo, e con un tono sarcastico invitano i partecipanti a portarsi da casa un sacchetto nero e metterselo in testa per 60 secondi, il tutto sarà accompagnato dalla musica dei bidonvillarik che suonano sulla spazzatura.

Link dell’evento creato su facebook: http://www.facebook.com/sergio.noviello#!/event.php?eid=163979496970923

www.socialmob.it

Programma Integrato Urbano per il Centro Storico patrimonio Unesco

13 ott 2010

Il Grande Programma per il Centro Storico di Napoli Patrimonio UNESCO, ha l’obiettivo di conseguire sviluppo e migliorare sensibilmente la qualità dell’ambiente e della vita degli abitanti.

Non solo restauro di monumenti e di tessuti edilizi storici, dunque, ma una articolata serie di interventi sulla parte ‘fisica’ del centro storico (dagli impianti tecnologici ai sottoservizi all’arredo urbano) e sugli aspetti ‘immateriali’ (dalla sicurezza ad azioni interne alle politiche dell’inclusione). La possibilità di conseguire questo obiettivo è legata alla qualità dei progetti di diversa natura che saranno messi in campo e, soprattutto, dalla loro organica integrazione.

A tal fine all’elaborazione del Programma si è affiancata la definizione concordata di alcuni Protocolli aggiuntivi, per l’accesso ad altre misure di finanziamento su settori specifici: turismo, assistenza e welfare, sicurezza, trasporti, imprenditorialità, studentati, etc. Il Grande Programma si articola pertanto su due atti elaborati nell’ambito della Cabina di regia costituita per l’attuazione del protocollo d’intesa stipulato tra: Regione Campania, Comune di Napoli, Direzione Regionale del MIBAC e Arcidiocesi di Napoli:

- il Documento di Orientamento Strategico (D.O.S.)

- il Programma Integrato Urbano Napoli (P.I.U.)

Il D.O.S. prende come riferimento l’intera area perimetrata nel 1995 come Patrimonio UNESCO (coincidente con il territorio classificato come Centro Storico dal Piano Regolatore Generale del 1972 con l’aggiunta dei parchi monumentali) e individua una cospicua serie di complessi monumentali, fasce di tessuti edilizi e ambiti urbani meritevoli di intervento e iniziative di carattere immateriale per un complessivo stimato di 570 milioni. Il secondo livello, il P.I.U. Napoli, che rientra nel limite di finanziamento di circa 240 milioni di euro afferente all’Obiettivo Operativo 6.2 del POR – FESR 2007-2013, restringe l’intervento all’area di Neapolis, alla città di fondazione e alla fascia costiera che da

piazza Mercato arriva a piazza Municipio. Il primo e secondo livello progettuale sono organicamente correlati, anche alle iniziative dei Protocolli aggiuntivi, in una visione unitaria che disegna una sorta di mosaico dell’intero Programma. Lungo la fascia costiera, infatti, il P.I.U Napoli si integra con altre misure di fondi europei (P.O.I.N.) con le quali prosegue la rivitalizzazione del litorale, fino al Borgo Marinari e all’acropoli del Monte Echia, collegandosi ad un intervento-pilota sui Quartieri Spagnoli, il Progetto Bassi elaborato da Sirena e al recupero dell’area dell’ex Ospedale Militare.

Articolo preso dal sito del Comune di Napoli, per avere altre info: http://www.comune.napoli.it/centrostorico