I PM ANTICAMORRA LASCIATI A PIEDI.

28 giu 2011

“Dite ai bosso che da domani prendiamo la Metro”. Da ieri i magistrati di Napoli sottoposti a tutela (il procuratore, gli aggiunti e i sostituti della Dda) sono costretti a lasciare l’ufficio entro le 18 o a tornare a casa con mezzi propri, con tutti i rischi per la sicurezza che questo comporta. Il ministero della Giustizia, infatti, non riesce più a garantire agli autisti il pagamento dello straordinario: problema simile a quello dei cancellieri, che già da mesi terminano il loro lavoro alle 15. In queste condizioni, le difficoltà per i pm anticamorra sono enormemente aumentate.

Da ieri, dunque, molti uffici della Procura dalle 18 sono vuoti. I magistrati che avevano necessità di trattenersi in ufficio per motivi di lavoro hanno fatto rientro a casa in taxi o addirittura con i mezzi pubblici, dal momento che alcuni di loro abitano in provincia e il costo del taxi sarebbe troppo oneroso. “Dite a Peppe Setola e a Michele Zagaria – è lo sfogo di un pm del pool che indaga sul clan dei casalesi – che, se mi cercano, possono trovarmi alla stazione della Circumvesuviana dalle 7 di sera. Non molto sicura per noi, ma almeno qualcosa che ancora funziona”

L’INATTIVITA’ E’ PERICOLOSA. METTI IN MOTO LA LEGALITA’.

27 mar 2011

Clan e poteri criminali crescono nel silenzio, per poi esplodere improvvisi. Nella nostra terra, posta alle pendici del Vesuvio, grandi interessi criminali scorrono sotterranei come fiumi di magma. Il silenzio è la prima arma di tutte le mafie. La lotta alla camorra si combatte giorno dopo giorno. Esattamente come accade per i vulcani, l’inattività è pericolosa.

Una città sicura è una città viva. Vita culturale e locali commerciali rendono le nostre strade più sicure. La criminalità va prevenuta e l’azione dell forze giudiziarie sostenuta. L’educazione alla legalità e la lotta alle mafie, anche sul piano culturale e politico, devono essere una nostra azione costante. Non possiamo far si che sia un tema solo quando scoppiano faide. Mettiamo in moto la legalità.

I clan della camorra hanno inquinato le nostre acque, la nostra terra e i suoi frutti. Nel sangue nostro, e delle madri dei nostri figli, è presente arsenico e diossina. Personalmente ritengo che sicurezza e lotta alla camorra siano il primo punto dell’agenda politica.

Non possiamo accettare altri imprenditori spregiudicati, né si può avere indecisione nella lotta a queste forze criminali. Serve sicurezza nelle nostre strade e legalità nella vita civile di Napoli.

SUBITO GIU’ LE VELE DI SCAMPIA.

19 gen 2011

Le Vele di Scampia sono un monumento immortale di Napoli. Un monumento della Camorra. Come tutti i monumenti la loro fama nel mondo è amplificata dalla notorietà che gli dànno di volta in volta giornali e cinema (ad esempio Gomorra). Ma questa notorietà è la notorietà che nasce dal fatto che sia la più grande piazza di droga d’Europa e dal fatto che su quello scenario si sia combattuta una faida (quella tra scissionisti e Clan Di Lauro) che ha prodotto molte più morti dell’attuale colpo di stato in Tunisia.

Allora, spiegatemi, perché le Vele sono ancora lì? Perché il Comune di Napoli assegna case agli occupanti, per sgombrarle definitivamente, ma poi all’indomani le rioccupano? E poi, in ultimo, a chi giova?

All’ultima domanda c’è una sola risposta: la Camorra.

A tutte le altre domande l’unica risposta è: abbatterle.