IMMIGRAZIONE ED INTEGRAZIONE.

06 dic 2013

L’immigrazione è un fenomeno che già dall’antichità ha influenzato la politica e l’economia di molti popoli. Negli ultimi anni si è assistito ad un forte aumento del fenomeno dell’immigrazione clandestina, riconducibile per lo più al differente grado di benessere tra stati arretrati e stati ben più sviluppati. Vari sono i motivi che spingono gli immigrati a stabilirsi nel nostro stato: guerre che coinvolgono gli stati di provenienza, mancanza di lavoro, sogno di trovare benessere nel paese in cui andranno. La popolazione italiana su questo riguardo si spacca in due fazioni: la maggior parte vogliono che i clandestini siano rimandati nei loro paesi d’origine,altri credono che sia meglio trattenerli nei centri di accoglienza,e dare loro maggiore assistenza e riguardo in futuro.

In Italia, va detto che il fenomeno dell’immigrazione è un fenomeno piuttosto recente. Nel corso degli anni Ottanta, e ancor di più nel ventennio successivo, il nostro paese è diventato una meta per chi, soprattutto proveniente dai paesi del nord dell’Africa, è alla ricerca di condizioni di vita più favorevoli rispetto a quelle che il proprio paese può offrire. È proprio in questi anni che, anche nel nostro paese, sempre più forte si è scatenato il dibattito tra chi crede sia necessaria una chiusura delle frontiere e chi invece, anche rivendicando il rispetto degli indirizzi geopolitici mondiali chiede e pretende un rispetto delle regole, e un’accoglienza migliore per chi proviene da un paese spesso martoriato dalla guerra, o comunque in situazioni di difficoltà.

Molti problemi, di natura tanto etica quanto politica, sono nati nell’ultimo anno, quando moltissimi immigrati hanno attraversato il mar Mediterraneo, giungendo anche in Italia, oltre che in Francia e nei paesi del centro Europa. Il vecchio continente, però, è stato tutt’altro che preparato ad affrontare questa nuova “emergenza”, tanto più  che in casi come la Libia, gli immigrati e la diplomazia internazionale, hanno effettuato pressioni per ottenere lo status di rifugiati politici, trattandosi in buona parte di cittadini fuggiti dalla sanguinosa repressione che il colonnello Gheddafi e le sue truppe stavano mettendo in atto nel paese.

Resta il fatto che siamo ancora oggi diffidenti, troppo rispetto a questi immigrati. Nella peggiore ipotesi questo rifiuto che abbiamo verso lo straniero può sfociare in una vera e propria forma di razzismo. In un mondo in cui la globalizzazione è considerata di vitale importanza,dobbiamo imparare a conoscere le diversità,coglierne le occasioni ed integrarle nel nostro sistema,nel rispetto e nella salvaguardia del prossimo.