NOTIZIE DAL COMUNE DI NAPOLI: BORSE DI STUDIO E ZTL

24 feb 2011

Il diritto alla scuola è il diritto al futuro. In un momento in cui avviene lo smembramento e l’indebolimento della scuola pubblica da parte del governo, diventa essenziale difendere insegnanti e studenti.
Nel Comune di Napoli è stata prevista l’assegnazione di borse di studio di € 130,00, per l’anno scolastico 2009/2010, in favore degli studenti – frequentanti le scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado statali e paritarie ubicate nel territorio cittadino – appartenenti a famiglie la cui situazione economica per l’anno 2008 non sia superiore all’ISEE di € 10.633,00 e che abbiano sostenuto, nell’anno scolastico 2009/2010, una spesa per l’istruzione di al­meno € 51,65. Ecco la documentazione da presentare

* Modello di istanza, di autocertificazione e dichiarazione da rendersi in presenza di ISEE pari a zero, in distribuzione presso le Municipalità, da presentare alla scuola frequentata nell’anno scolastico 2009/2010;
* Attestazione ISEE (redditi 2008);
* Fotocopia del documento di riconoscimento del richiedente in corso di validità

In ambito di difesa dell’ambiente, invece, si rinnova il dispositivo di limitazione programmata del traffico esteso all’intero territorio cittadino fino al 31 dicembre 2011, per le giornate di lunedì, mercoledì e venerdì dalle 7.30 alle 10.30 e per la giornata di giovedì dalle ore 15.00 alle ore 17.30.
Il dispositivo di limitazione non si applica nei giorni 25 aprile, 2 giugno, 15 agosto, 19 settembre, 2 novembre, 8 e 26 dicembre 2011.

Il provvedimento ha contribuito in questi mesi a evitare provvedimenti emergenziali in tema di inquinamento atmosferico evidenziando buoni risultati in termini di mobilità, incentivando l’utilizzo del trasporto pubblico, sia su ferro che su gomma.

L’istituzione della maxi Z.T.L., che si estende su di una superficie di 117 km quadrati, risultando ad oggi la più grande d’Italia, consente la circolazione solo ai veicoli euro 4, Gpl e metano ed incentiva il car-pooling, ovvero, l’utilizzo delle auto euro 2 ed euro 3 con almeno tre persone a bordo.

AVIAZIONE BOMBARDA MANIFESTANTI TRIPOLI. PEGGIO CHE TIENANMEN.

21 feb 2011


Gheddafi fa bombardare dall’aviazione i manifestanti. E’ orribile. A confronto i carri armati di Tienamen che si arrestarono davanti agli studenti, ma che nella notte repressero i giovani studenti cinesi, sono nulla: centinaia di giovani e donne in cammino per i loro diritti in Libia sono stati fatti BOMBARDARE.

E’ l’apocalisse. Migliaia sono in piazza, il Parlamento è in fiamme. Durissima repressione. Chiuso lo spazio aereo su Tripoli. Piloti di caccia chiedono asilo a Malta: “Ci siamo rifiutati di bombardare”. L’Eni evacua il personale non operativo. Il ministro degli Esteri britannico Hague parla di fuga del rais in Venezuela, Chavez smentisce. L’Europa contro il leader libico, ma Frattini fa resistenza e assume una posizione a dir poco inquietante per difendere l’amico di di Bunga Bunga del suo capo.

Il Mediterraneo è in fiamme: Albania, Tunisia, Egitto, Libia, Baherein… Migliaia di cittadini lottano per la libertà del proprio popolo e per questo sono condannati al macello.

Un popolo deve avere fiducia nel proprio governo, non paura.

SUBITO GIU’ LE VELE DI SCAMPIA.

19 gen 2011

Le Vele di Scampia sono un monumento immortale di Napoli. Un monumento della Camorra. Come tutti i monumenti la loro fama nel mondo è amplificata dalla notorietà che gli dànno di volta in volta giornali e cinema (ad esempio Gomorra). Ma questa notorietà è la notorietà che nasce dal fatto che sia la più grande piazza di droga d’Europa e dal fatto che su quello scenario si sia combattuta una faida (quella tra scissionisti e Clan Di Lauro) che ha prodotto molte più morti dell’attuale colpo di stato in Tunisia.

Allora, spiegatemi, perché le Vele sono ancora lì? Perché il Comune di Napoli assegna case agli occupanti, per sgombrarle definitivamente, ma poi all’indomani le rioccupano? E poi, in ultimo, a chi giova?

All’ultima domanda c’è una sola risposta: la Camorra.

A tutte le altre domande l’unica risposta è: abbatterle.

BARI E I FANNULLONI ALLA GOGNA. A NAPOLI CHE ACCADREBBE?

12 gen 2011

Tre netturbini chiacchierano in mezzo alla strada. Un cittadino li fotografa sullo sfondo di una Bari sporca. Non è dato sapere se prima o dopo avevano svolto il proprio lavoro.

Il fatto è che il Sindaco di Bari coglie l’occasione e pubblica quella foto sulla sua pagina di facebook. Da lì nasce il partito del pro e quello del contro.

Mi sono chiesto perché il sindaco di una grande città sia arrivato ad un atto così estremo. Probabilmente l’avrà fatto perché con altri mezzi non riesce ad intervenire sulle sacche di malfunzionamento delle aziende partecipate dal Comune di Bari. Di fatto, però, è come se in qualche modo rinunciasse alla funzione politica per comportarsi da “semplice cittadino attivo”.

Questo gesto fa anche sì che il centro sinistra si riappropri di un tema su cui il Ministro Brunetta (con atteggiamenti un po’ da padrone di bottega), ha cercato di spopolare. Il gesto di Emiliano appartiene a chi non ha paura di dire che chi ruba uno stipendio è un ladro.

Mio padre era un dipendente della pubblica amministrazione. Per esperienza diretta so in quanti si impegnino onestamente, quasi sempre con stipendi inappropriatamente bassi, per cercare di rendere un servizio alla comunità e compiere fino in fondo il proprio dovere.

Interpreto il gesto di Emiliano, quindi, come la difesa di quella vasta maggioranza silenziosa di lavoratori giusti. Ma mi chiedo che sarebbe accaduto se a farlo fosse stato il Sindaco di Napoli? Non so rispondere.

USO RESPONSABILE DEL DENARO

10 gen 2011

Passeggiando per via Filangieri, fuori ai negozi delle grandi griffes, si vedono lunghe file di acquirenti. Attendono per comprare un paio di scarpe da cinquecento euro o una giacca da duemila euro.

Nella stessa Città, a pochi passi di lì, la middle class viene schiacciata da una crisi economica durissima e da politiche del Governo che indebiliscono i ceti medi e bassi. Nel frattempo quelle stesse politiche del centrodestra rendono chi è ricco sempre più ricco.

Quella che circola nel Paese è una ricchezza fatta di auto sportive che scorrono per strada, mentre le famiglie sul bordo del marciapiede stanno lì a gurdare con in mente ancora i calcoli su come arrivare a fine mese. Una ricchezza che trova spesso i modelli culturali in veline e calciatori, una ricchezza che trova i nomi per i figli tra i protagonisti di fiction, una ricchezza che non porta mai in libreria, ma ad acquistare una tv 60 pollici sì.

Per questo vi propongo questo spot sull’uso responsabile del denaro. Quando Roberta, vi recitò era ancora al liceo, ma purtroppo poche cose sono cambiate ed in peggio.

I TAGLI ALLA CULTURA SONO UN FURTO ALL’IDENTITA’ DI NAPOLI

21 dic 2010

Tagliare le risorse per la cultura vuol dire rubare colori, fantasia e creatività alla nostra terra. Questo lo dico soprattutto in relazione alla tradizione partenopea nell’ambito del teatro. I tagli senza senso del Centrodestra conducono soltanto ad un impoverimento delle maestranze e della forza culturale di Napoli, che spesso nella sua storia è stata motore mondiale della cultura. In un periodo di crisi come questo, correre il rischio che, per esempio, teatri storici come il Trianon chiudano, significherebbe una perdita non solo della cultura ma anche di uno spazio di legalità. Queste attività, infatti, oltre a portare avanti la tradizione del teatro napoletano, rappresentano un momento di fondamentale recupero di zone a rischio. Senza dimenticare che teatri come il Trianon sono stati dichiarati patrimoni dell’UNESCO”.

IL GOVERNO LEGHISTA DI Mr. B. E I SUOI “FURTI ISTITUZIONALI” AL SUD.

20 dic 2010

Napoli e il Sud non sono una colonia; sono una grande risorsa di capacità, saperi ed intelligenze al servizio di una unica Italia.

Dopo l’assorbimento del Banco di Napoli da parte di Banca Intesa, lo spostamento dei centri decisionali delle Autority e tanti altri “furti istituzionali” da parte del governo leghista al meridione, ora tocca alla direzione di Equitalia.
La megasocietà pubblica verrà divisa in tre gemmandone così una esclusivamente per il sud Italia. La stranezza su cui come Comune di Napoli interveniamo è che la NewCo. che si occuperà del Meridione avrà sede a Roma. Per la Lega il Meridione comincia a Roma, forse?

Oggi in Commissione Sviluppo, abbiamo trattato il tema coi sindacati. La nostra riflessione è che Equitalia apparirà così più distante ai cittadini e alle imprese che di fronte a eventuali evidenti ingiustizie dovranno forse finire a Roma per trovare l’interlocutore giusto.

A Firenze… E’ tempo dei ‘rottamatori’.

05 nov 2010

A qualche ora dall’inizio della kermesse alla stazione Leopolda di Firenze, il sindaco Renzi interviene con la sua e-news sulla tre giorni promossa insieme a Civati.

Anche io sarò a quest’incontro a Firenze, e ritengo più che rottamare le persone bisogna rottamare le idee.

 

Articolo dell’iniziativa.

A poche ore dall’avvio della kermesse, il sindaco Renzi spiega nella sua e-news ”l’idea di fondo” che ha portato a ‘Prossima fermata Italia’ (questo il nome dell’incontro, promosso dal sindaco Renzi insieme al consigliere lombardo del Pd Pippo Civati): l’Italia ”merita di più di una classe politica costretta da mesi a discutere di società offshore e di bunga bunga. E dall’altra parte la sinistra non può mettere insieme la solita ammucchiata selvaggia anti Berlusconi”. 

Per Renzi con l’ammucchiata il Pd ”vince le elezioni (forse), ma poi perde alla prova del Governo, come accaduto con l’Unione”. Il sindaco inserisce quindi un link a You Tube del film L’armata Brancaleone di Monicelli e aggiunge: ”Indovinate a quale coalizione si riferisce questo video”.  ”Chi ama la politica – prosegue – ha necessità di qualcosa di diverso. Del resto in tutto il mondo i partiti rimangono gli stessi, i leader cambiano. Da noi i leader cambiano il nome ai partiti e rimangono sempre lì, aggrappati al loro posto”. Leggi tutto »

Terrificante la nuova Direttiva Europea sulla vivisezione.

04 ott 2010

E’ davvero deludente la direttiva dell’Unione Europea sulla vivisezione – una pratica alla quale sono assolutamente contrario – che è stata approvata oggi.

Sono bastati dieci minuti per l’approvazione della nuova Direttiva Europea sulla vivisezione; e non ho capito l’Italia che fa. E’ una legge a misura di vivisettore, che non obbliga a utilizzare i metodi sostitutivi ai test con gli animali neppure laddove esistono e dà la possibilità ripetere, senza anestesia, all’infinito esperimenti sulle cavie. Terrificante.

”Oggi 4 ottobre, giorno di San Francesco Patrono d’Italia, saremo in tanti a digiunare per protestare singolarmente e unitariamente contro la decisione votata dal Parlamento Europeo in materia di vivisezione”.

La povertà in Italia tocca oltre due milioni di famiglie. A rischio operai e giovani.

16 lug 2010

In Italia, nel 2009, le famiglie in condizioni di povertà relativa erano 2 milioni 657 mila e rappresentavano il 10,8% delle famiglie residenti. In sostanza, 7 milioni 810mila individui sono poveri, il 13, 1% dell’intera popolazione. Lo rende noto l’Istat nel suo “Rapporto annuale sul mercato del lavoro e la deprivazione” precisando che la soglia di povertà relativa per una famiglia di due componenti è pari alla spesa media mensile per persona, che nel 2009 è di 983,01 euro. Le famiglie composte da due persone che hanno una spesa mensile pari o inferiore a tale valore vengono classificate come povere. Sempre nel 2009, poi, 1.162 mila famiglie (il 4,7%) risultano in condizione di povertà assoluta per un totale di 3 milioni e 74 mila individui (il 5,2% dell’intera popolazione).

Sia la povertà relativa, che quella assoluta – i dati sono contenuti nel rapporto Istat per il 2009 – sono risultate sostanzialmente stabili rispetto al 2008, sia a livello nazionale sia a livello di singole ripartizioni. Nel 2009, poi, il Mezzogiorno ha confermato gli elevati livelli di incidenza della povertà raggiunti nel 2008 (22,7% per la relativa, 7,7% per l’assoluta) e ha mostrato un aumento del valore dell’intensità della povertà assoluta (dal 17,3% al 18,8%), dovuto al fatto che il numero di famiglie assolutamente povere è rimasto pressoché identico, ma le loro condizioni medie sono peggiorate. Leggi tutto »