FREUD E IL RAGU’ NAPOLETANO.

04 feb 2011

E’ praticamente domenica, e magari non sapete che cucinare. Se amate Napoli non potete non essere curiosi e golosi delle sue tradizioni, delle sue curiosità e della sua ottima cucina tipica. Come da tradizione nelle case napoletane il ragù dovrebbe essere messo a “pappuliare” dal giorno prima e preparato utilizzando questo e altri “riti”.

Beh, dovete sapere, che a inizio secolo Sigmund Freud scrisse un breve saggio sul ragù napoletano e la rappresentazione simbolica dei riti legati alla sua preparazione.

Sulle tesi freudiane su ragù e inconscio girammo un breve e simpatico video.

Buon Appetito!

Buon Natale da Mariano Anniciello.

15 dic 2010

Mi sono chiesto in che modo fare i migliori auguri di Natale ai miei amici… e quale modo migliore di abbinare gli auguri di Natale con l’antica tradizione di un dolce napoletano?

Mi è venuta in mente la tradizione di mia madre: cucinava una meravigliosa pastiera che avvolgeva in un panno e portava in omaggio di Natale. Certo, per alcuni è un dolce pasquale, ma nella nostra famiglia era il dolce delle feste; mi hanno raccontato che è una vecchia tradizione dell’800 napoletano.

Prima si prepara la pasta frolla. Su un tavolaccio di legno di ciliegio, mettere la farina a fontana. Al centro mettete quattro rossi di uovo. Dopo versatevi zucchero e burro; in ultimo date un pizzico di sale. Impastate velocemente e formatene una pagnotta che riposerà in frigo.

Ora l’impasto. In una ciotola mettete la ricotta dei Monti Lattari passata a setaccio fine, unite lo zucchero, un cucchiaio raso di polvere di bacche di vaniglia e lavoratelo fino a renderlo una vellutata crema. A questo punto unirete sei rossi di uovo uno per volta amalgamandoli al resto dell’impasto. Versate ora acqua di millefiori e il grano cotto (non vi chiedo di che partito siete: grano passato o grano intero; personalmente sono per fare un po’ e un po’).

Questo è il momento in cui montare i bianchi d’uovo a neve ferma assieme ad un pizzico di cannella indiana e mescolatelo accuratamente al tutto.

Stendete una parte di pasta frolla in un ruoto alto unto dia un velo di burro e versatevi tutto l’impasto della pastiera. Con la rimanente pasta frolla componete delle tagliatelle larghe quanto un dito medio e adagiatele sull’impasto diagonalmente. Ora se avete un forno a legna (od un fornaio come amico del cuore), cuocete per circa per circa cinquanta minuti; altrimenti forno elettrico a 180°.

Se avete un amico del partito del panettone, avvolgete la pastiera in un panno e speditela con tutto l’amore che solo Napoli sa donare.

Buon Natale ricco di gioia, amore e “tante dolcezze”!

Enogastronomia Napoletana.

02 set 2010

Settembre è il mese delle sagre, dato dal suo clima mite e piacevole per le gite fuori porta e allo scoperta di nuovi sapori.

La Napoli gastronomica con le sue tradizioni culinarie ed enologiche: una mappa delle iniziative cittadine e degli eventi straordinari in tema di enogastronomia, accompagnata da notizie su sagre e feste in Campania. 

Il servizio fornito è puramente informativo. Le iniziative sono suscettibili di aggiornamenti e variazioni. Per averne notizia in tempo reale, si consiglia di contattare direttamente i soggetti organizzatori, i cui riferimenti sono reperibili nella sezione “Recapiti delle principali strutture”.

Visualizza il calendario degli appuntamenti di settembre 2010 (agg. 30/08/2010) (863.01 KB)

Tutto è buono in un gelato, anche l’imballaggio.

15 lug 2010

Leggendo un giornale… Per una buona vita ecologica si dovrebbe riciclare tutto, dalla A alla Z, impegniamoci a farlo.

Tutto è buono in un gelato, persino il suo imballaggio. Perché l’imballaggio del gelato si può riciclare, riusare e…mangiare! Infatti il packaging del gelato offre delle possibilità inaspettate. È recente lo sviluppo sul mercato di una nuova tipologia di contenitori in carta e cartone, in particolare quelli per il gelato da passeggio. È pura cellulosa oppure cartoncino accoppiato ad un materiale biodegradabile e comportabile, come la bioplastica. Questo permette di raccogliere la coppetta (o la vaschetta comperata al supermercato) nel bidone della raccolta differenziata dell’umido, insieme ai resti di cibo e ad altri semplici manufatti in carta altrettanto biodegradabili e comportabili, come i tovagliolini. Infatti, per rendere efficiente ed efficace la raccolta di carta e cartone e la fase di riciclo in cartiera, occorre evitare di conferire nella raccolta differenziata carta e cartone con residui di cibo (pizza,frutta,gelato…), in quanto le sostanze putrescibili possono generare cattivi odori e problemi igienico-sanitari. Il beneficio del recupero dell’imballaggio “contaminato” dal cibo si somma alle performance ambientali dei contenitori in carta e cartone, che, ricordiamo, sono prodotti a partire da materie rinnovabili e se non sporchi possono essere riciclati innumerevoli volte, con risparmio di risorse ed energia. Ma se la coppetta del gelato è in plastica? Si possono riusare cambiando funzione, diventando ad esempio coppette per la macedonia casalinga, vaschette per conservare gli alimenti in frigo o possono diventare un creativo gioco da spiaggia. Il bello degli imballaggi è che ci danno sempre la possibilità di dargli una seconda vita. Ma se la scelta ricade sul cono in cialda, mangiare l’imballaggio una volta finito il gelato, è l’ultimo piacere. Il cono del gelato è infatti un delizioso imballaggio che ci aiuta a trasportare il gelato, permettendo di mangiarlo ovunque. A rifiuti zero.