CAKE DESIGNE WEEK :IL DECORO PROTAGONISTA DEL WEEK END PARTENOPEO

24 apr 2013

Atmosfera fiabesca, colori delicati, profumo di buono. Non siamo in un cartone animato, ma al Cake Design week tenutosi dal 19 al 21 Aprile alla stazione Marittima di Napoli, una galleria in cui le torte diventano arte. Tutto sembra fittizio e per qualche momento si viene catapultati in un mondo fatato, fatto solo di pancakes, macarons e dolcetti colorati. L’arte del cake designe, è diventata ormai una vera e propria moda, lanciata soprattutto da nuovi format televisivi in cui si creano e decorano torte per ogni occasione.
La mostra è stata strutturata con diversi stand, dove ogni pasticceria o workshop ha esposto i propri prodotti. La cosa straordinaria è stato vedere queste torte magnifiche,bellissime, riprodurre addirittura scene di film quali Avatar o Miseria e Nobiltà coronata con tanto di piatto di spaghetti al pomodoro, ovviamente inutile precisarlo tutto in pasta di zucchero. All’interno della galleria sono stati allestiti due palchi, dove professioniste del settore hanno attirato l’attenzione del pubblico creando e spiegando man mano tutti i passaggi del decoro.Come ci ha spiegato Serena De Luca Responsabile del settore Marketing e comunicazione dell’azienda Decora :

“ Il cake designe è diventato un vero e proprio momento di interazione fra le persone, anche i meno esperti si cimentano per passare una giornata diversa con gli amici o in famiglia. Il nostro brand assicura al consumatore prodotti made in Italy, ma soprattutto prodotti di qualità che permettano alle torte, non solo di essere belle, ma anche di essere nutrienti e buone”


Teresa Ferrigno proprietaria del Cake Store di Caserta, afferma infatti che :
“Nonostante questa moda della decorazione è nata prettamente per le wedding cake, oggi si è diffusa in tutto il settore, infatti vengono richieste torte per ogni occasione. I format televisivi, ma soprattutto internet hanno permesso a tutti, anche alla semplice casalinga di dilettarsi in cucina, dando vita appunto al boom del cake design, che ha avuto un’influenza ovviamente positiva per noi che lavoriamo in questo settore, vendendo articoli per realizzare dolci in casa”


Un evento gustoso, che ha permesso ai più golosi di assaggiare dolcetti buonissimi preparati al momento. E’ stato bello osservare il viso meravigliato dei più piccoli, che forse per un attimo hanno pensato di essere finiti nella famosa casetta di Hansel & Gretel in cui tutto, dalla maniglia della porta, al tetto, era fatto di zucchero.
Un settore quindi che nonostante la crisi, sta’ vivendo un momento di grande fertilità. Le torte diventano delle vere opere d’arte facendo sviluppare moltissimi corsi di Cake Designer in cui si impara l’arte della decorazione.
Possiamo quindi dire che non è tanto la torta di per sé ad aver dato vita a questa nuova tendenza quanto il decoro come nuova forma d’arte.

TRADIZIONI E RITI GRASTRONOMICI DELLA PASQUA NAPOLETANA

29 mar 2013

La Pasqua è una delle maggiori festività del calendario liturgico della Chiesa Cattolica, si festeggia secondo le scritture la Risurrezione di Gesù di Nazareth, avvenuta tre giorni dopo la sua crocifissione. Questa festa dunque, è molto sentita in tutti Paesi fortementi cattolici, in Italia si festeggia in diversi modi, a seconda delle tradizioni regionali. La settimana Santa Napoletana, è scandita da diversi riti liturgici: si parte col regalare rametti di ulivo, nella domenica delle palme, in segno di pace, segue poi lo ” Struscio” ovvero lunghe passeggiate a piedi, per visitare diversi sepolcri o chiese ( almeno 7 secondo la tradizione), seguono le processioni del venerdì santo, fino alla Domenica della Risurrezione di Gesù. La settimana Santa, è (come sempre a Napoli) accompagnata da diversi riti gastronomici che scandiscono precisamente il trascorrere dei giorni.

Tradizione vuole che il giovedì santo il menù della sera sia tutto a base di pesce, in particolare noi partenopei usiamo fare la zuppa di cozze , la coseditta ” Zuppa è cozzecche” accompagnata con crostini di pane.
Il venerdì santo, si dovrebbe seguire un rigoroso digiuno, che quasi mai viene rispettato, di solito si tende a magiare più leggero. Solitamente però questo giorno viene dedicato alla preparazione della Pastiera, dolce tipicamente Napoletano.La pastiera napoletana è uno dei dolci di Pasqua senza tempo e le sue origini si perdono nelle enormi sfumature della tradizione gastronomica partenopea. Tradizionalmente si preparano pastiere, per poi regalarle o scambiarle con i proprio cari.
Il sabato è scandito dalla preparazione del famoso ” Casatiello” ripieno di formaggi, salumi, ed uova, si mangia solitamente la sera del sabato e si conserva per portarne una parte con sè, nella gita fuori casa del Lunedì.
La domenica Pasquale, è caratterizzata da un menù ricco, che prevede : Brodo di gallina e minestra, agnello stufato con uova e piselli, carciofi bolliti, e per finire la famosa ” Fellata” un misto di salumi, formaggi e uova sode.
Non è un caso che simbolo e protagonista indiscusso della Pasqua, è l’ uovo. Le uova di cioccolato infatti vengono regalate ai bambini, ma oltre a ciò, tutte le ricette gastronomiche pasquali prevedono sempre una abbondante presenza di uova, proprio perchè questo è considerato il simbolo della vita che si rinnova.
Adesso non ci resta che assapporare tutte queste meravigliose delizie gastronomiche… e colgo l’occasione per augurare buona Pasqua a tutti voi !!!

FREUD E IL RAGU’ NAPOLETANO.

04 feb 2011

E’ praticamente domenica, e magari non sapete che cucinare. Se amate Napoli non potete non essere curiosi e golosi delle sue tradizioni, delle sue curiosità e della sua ottima cucina tipica. Come da tradizione nelle case napoletane il ragù dovrebbe essere messo a “pappuliare” dal giorno prima e preparato utilizzando questo e altri “riti”.

Beh, dovete sapere, che a inizio secolo Sigmund Freud scrisse un breve saggio sul ragù napoletano e la rappresentazione simbolica dei riti legati alla sua preparazione.

Sulle tesi freudiane su ragù e inconscio girammo un breve e simpatico video.

Buon Appetito!

Buon Natale da Mariano Anniciello.

15 dic 2010

Mi sono chiesto in che modo fare i migliori auguri di Natale ai miei amici… e quale modo migliore di abbinare gli auguri di Natale con l’antica tradizione di un dolce napoletano?

Mi è venuta in mente la tradizione di mia madre: cucinava una meravigliosa pastiera che avvolgeva in un panno e portava in omaggio di Natale. Certo, per alcuni è un dolce pasquale, ma nella nostra famiglia era il dolce delle feste; mi hanno raccontato che è una vecchia tradizione dell’800 napoletano.

Prima si prepara la pasta frolla. Su un tavolaccio di legno di ciliegio, mettere la farina a fontana. Al centro mettete quattro rossi di uovo. Dopo versatevi zucchero e burro; in ultimo date un pizzico di sale. Impastate velocemente e formatene una pagnotta che riposerà in frigo.

Ora l’impasto. In una ciotola mettete la ricotta dei Monti Lattari passata a setaccio fine, unite lo zucchero, un cucchiaio raso di polvere di bacche di vaniglia e lavoratelo fino a renderlo una vellutata crema. A questo punto unirete sei rossi di uovo uno per volta amalgamandoli al resto dell’impasto. Versate ora acqua di millefiori e il grano cotto (non vi chiedo di che partito siete: grano passato o grano intero; personalmente sono per fare un po’ e un po’).

Questo è il momento in cui montare i bianchi d’uovo a neve ferma assieme ad un pizzico di cannella indiana e mescolatelo accuratamente al tutto.

Stendete una parte di pasta frolla in un ruoto alto unto dia un velo di burro e versatevi tutto l’impasto della pastiera. Con la rimanente pasta frolla componete delle tagliatelle larghe quanto un dito medio e adagiatele sull’impasto diagonalmente. Ora se avete un forno a legna (od un fornaio come amico del cuore), cuocete per circa per circa cinquanta minuti; altrimenti forno elettrico a 180°.

Se avete un amico del partito del panettone, avvolgete la pastiera in un panno e speditela con tutto l’amore che solo Napoli sa donare.

Buon Natale ricco di gioia, amore e “tante dolcezze”!

Enogastronomia Napoletana.

02 set 2010

Settembre è il mese delle sagre, dato dal suo clima mite e piacevole per le gite fuori porta e allo scoperta di nuovi sapori.

La Napoli gastronomica con le sue tradizioni culinarie ed enologiche: una mappa delle iniziative cittadine e degli eventi straordinari in tema di enogastronomia, accompagnata da notizie su sagre e feste in Campania. 

Il servizio fornito è puramente informativo. Le iniziative sono suscettibili di aggiornamenti e variazioni. Per averne notizia in tempo reale, si consiglia di contattare direttamente i soggetti organizzatori, i cui riferimenti sono reperibili nella sezione “Recapiti delle principali strutture”.

Visualizza il calendario degli appuntamenti di settembre 2010 (agg. 30/08/2010) (863.01 KB)

Tutto è buono in un gelato, anche l’imballaggio.

15 lug 2010

Leggendo un giornale… Per una buona vita ecologica si dovrebbe riciclare tutto, dalla A alla Z, impegniamoci a farlo.

Tutto è buono in un gelato, persino il suo imballaggio. Perché l’imballaggio del gelato si può riciclare, riusare e…mangiare! Infatti il packaging del gelato offre delle possibilità inaspettate. È recente lo sviluppo sul mercato di una nuova tipologia di contenitori in carta e cartone, in particolare quelli per il gelato da passeggio. È pura cellulosa oppure cartoncino accoppiato ad un materiale biodegradabile e comportabile, come la bioplastica. Questo permette di raccogliere la coppetta (o la vaschetta comperata al supermercato) nel bidone della raccolta differenziata dell’umido, insieme ai resti di cibo e ad altri semplici manufatti in carta altrettanto biodegradabili e comportabili, come i tovagliolini. Infatti, per rendere efficiente ed efficace la raccolta di carta e cartone e la fase di riciclo in cartiera, occorre evitare di conferire nella raccolta differenziata carta e cartone con residui di cibo (pizza,frutta,gelato…), in quanto le sostanze putrescibili possono generare cattivi odori e problemi igienico-sanitari. Il beneficio del recupero dell’imballaggio “contaminato” dal cibo si somma alle performance ambientali dei contenitori in carta e cartone, che, ricordiamo, sono prodotti a partire da materie rinnovabili e se non sporchi possono essere riciclati innumerevoli volte, con risparmio di risorse ed energia. Ma se la coppetta del gelato è in plastica? Si possono riusare cambiando funzione, diventando ad esempio coppette per la macedonia casalinga, vaschette per conservare gli alimenti in frigo o possono diventare un creativo gioco da spiaggia. Il bello degli imballaggi è che ci danno sempre la possibilità di dargli una seconda vita. Ma se la scelta ricade sul cono in cialda, mangiare l’imballaggio una volta finito il gelato, è l’ultimo piacere. Il cono del gelato è infatti un delizioso imballaggio che ci aiuta a trasportare il gelato, permettendo di mangiarlo ovunque. A rifiuti zero.