IL FASCINO DEL MALE.

10 feb 2011

Uno studente su tre pensa che nella camorra ci sia qualcosa di buono. Il 4 per cento vede addirittura nei camorristi degli eroi e il 14 per cento riconosce alla malavita il merito di garantire un lavoro.

Di chi è la colpa? Di tutti. Perché l’eroe di film e telefilm è sempre più spesso quello che tradizionalmente sarebbe un cattivo (dal Padrino al recente Boardwalk Empire in onda in questi giorni su Sky). Perché i ragazzi vedono i delinquenti come coloro che comunque la passano liscia e poi girano in Porche con tasche piene di soldi; mentre nelle patrie galere ci va un Edmond Dantes di turno.

Cammini per strada e anche i figli di persone tradizionalmente oneste hanno atteggiamenti prevaricatori da camorristi. Per loro è un modello vincente. Anche e soprattutto perché dall’altro lato c’è la remissività di chi oramai nemmeno denuncia più.

La speranza di vita media di un camorrista è 27 anni! Bisogna far comprendere a tutti che un camorrista che passa la vita fuggendo e vedendo ammazzare tutti i suoi cari, per finire ucciso a meno di trent’anni, o quando è fortunato restare a vita in galera, è solo, e semplicemente, una cosa: un perdente.

SUBITO GIU’ LE VELE DI SCAMPIA.

19 gen 2011

Le Vele di Scampia sono un monumento immortale di Napoli. Un monumento della Camorra. Come tutti i monumenti la loro fama nel mondo è amplificata dalla notorietà che gli dànno di volta in volta giornali e cinema (ad esempio Gomorra). Ma questa notorietà è la notorietà che nasce dal fatto che sia la più grande piazza di droga d’Europa e dal fatto che su quello scenario si sia combattuta una faida (quella tra scissionisti e Clan Di Lauro) che ha prodotto molte più morti dell’attuale colpo di stato in Tunisia.

Allora, spiegatemi, perché le Vele sono ancora lì? Perché il Comune di Napoli assegna case agli occupanti, per sgombrarle definitivamente, ma poi all’indomani le rioccupano? E poi, in ultimo, a chi giova?

All’ultima domanda c’è una sola risposta: la Camorra.

A tutte le altre domande l’unica risposta è: abbatterle.

60 secondi contro le ecomafie.

06 dic 2010

8 dicembre 2010. Social Mob contro le ecomafie. Piazza del Gesù, Napoli.

E’ previsto dalle ore 13.30 in poi il Social Mob contro le ecomafie promosso dal gruppo “Social Mob Napoli“. La Piazza scelta per l’occasione è Piazza del Gesù; già l’anno scorso per l’azione contro la camorra fu scelta questa centralissima e rappresentativa piazza di Napoli.

Gli organizzatori Alessadro Tolino e Sergio Noviello assicurano che sarà una dimostrazione di grande impatto emotivo e visivo, e con un tono sarcastico invitano i partecipanti a portarsi da casa un sacchetto nero e metterselo in testa per 60 secondi, il tutto sarà accompagnato dalla musica dei bidonvillarik che suonano sulla spazzatura.

Link dell’evento creato su facebook: http://www.facebook.com/sergio.noviello#!/event.php?eid=163979496970923

www.socialmob.it