JEREMIE : PER LO SVILUPPO DELLE IMPRESE SOCIALI CAMPANE

11 lug 2013

Venerdì 12 luglio alle ore 10.00, al Palazzo Armieri in Via Nuova Marina 19/c a Napoli, si terrà un incontro su Sviluppo del Terzo Settore, per il lancio del nuovo fondo Jeremie, atto a sostenere lo sviluppo delle imprese sociali campane.
Jeremie nasce dalla collaborazione tra Regione Campania, FEI (Fondo Europeo per l’Integrazione dei cittadini di Paesi terzi), Banca Etica e L’APE, Agenzia per la promozione della cooperazione sociale ed è co-finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e dalla Regione Campania.
Durante l’incontro si discuterà di quanto e in che modo, questo fondo, possa agevolare le imprese sociali, a testimonianza di ciò, ci saranno responsabili di associazioni che hanno già sperimentato questo tipo di finanziamento.
Domani apriranno i lavori l’assessore Regionale al Lavoro Severino Nappi e il referente soci Banca Etica Area Sud Luigi Saccenti. Seguiranno gli intervinti del responsabile Area crediti di Banca Popolare Etica Gabriele Giuglietti (Strumenti e prodotti per le imprese sociali della Campania); del referente regionale del FEI Gianluca Palermo (Il Fondo Jeremie Campania per la finanza sociale); del coordinatore area generale assistenza sociale della Regione Campania Antonio Oddati; del presidente de L’Ape – Agenzia per la promozione della cooperazione sociale Luca Sorrentino (Modalità di accesso a Jeremie per la finanza sociale); del presidente di Cooperfidi Italia Mauro Gori.
Le conclusioni saranno dell’assessore regionale alle Attività Produttive Fulvio Martusciello. Modererà l’incontro il responsabile della filiale di Napoli di Banca Popolare Etica Giuseppe Sottile.

CONVEGNO “CAREGIVER: HIV E SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE”

19 apr 2013

Si è tenuto a Napoli, presso il Renaissance Naples Hotel Mediterraneo, il primo convegno informativo organizzato dall’Arci Napoli di Mariano Anniciello.
Il convegno era rivolto in prima linea agli operatori del settore quali medici, psicologi, infermieri, volontari, assistenti sociali e del terzo settore.
Il convegno si è svolto in due tempi.
Nel primo i relatori chiamati a intervenire hanno introdotto in maniera più o meno approfondita le nuove scoperte e cure per trattare l’HIV, l’aumento dei casi e il rifiuto di ricevere aiuto da gran parte parte dei malati.
Un primo momento molto utile per chi stava iniziando a sottovalutare la necessità di informazione a riguardo.
Tanti gli operatori presenti al convegno; giornalisti, psicologi, tanti gli studenti interessati all’argomento trattato e tante le domande poste ai relatori.

Vi riportiamo alcune delle domande poste e i relativi chiarimenti da parte dei relatori, tra cui:

Dott. Mariano Anniciello – Presidente Arci Napoli
Prof. Giuseppe Nardini – U.O.C. Psichiatria per l’Integrazione degli Interventi di Cura Ospedale Cotugno
Prof. Giuseppe Bonadies – Dipartimento assistenziale di malattie infettive e medicina legale AOU Federico II
Dott.ssa Margherita D’Errico – Presidente NPS
Dott. Vincenzo De Falco – Presidente Associazione VOLA
Moderatore: Luca Mattiucci – Direttore di Comunicare il sociale
Fabrizio Sorbara – ArciGay Napoli

queste alcune delle domande:

– Partendo dal frequente rifiuto dei malati di ricevere cure e attenzioni. è più grave rifiutare la cura sin dall’inizio o interromperla?
– Grave in entrambi i casi, è una malattia che va curata sin dal principio. ma dovendo confrontare è molto più grave interrompere la cura. Significa che non c’era motivazione nel farsi seguire. E’ importante essere coscienti del problema e positivi nel volersi far aiutare.

– Quali sono i sintomi o i segni che si mostrano durante la malattia?
– Dipende dallo stadio. Sommariamente ne sono due. Nello stadio più avanzato i sintomi sono simili a quelli influenzali, anche se più duraturi di una semplice influenza. Nel secondo caso i sintomi sono molto lievi, quasi impercettibili per molti anni. E’ infatti consigliabile fare un controllo attraverso semplici analisi del sangue almeno una volta all’anno, poiché i segni si mostrano nello stadio più avanzato, quando ormai la malattia si è diffusa.

– Qual è la durata media della vita del malato di HIV oggi?
– Grazie alle cure e alle nuove scoperte la vita dei malati si è allungata di molto, alcune persone riescono a conviverci anche per quaranta anni.

PRESIDIO VENERDI’ 12 APRILE : WELFARE – DIAMO VOCE AI BAMBINI INVISIBILI

10 apr 2013

Il comitato “ welfare non è un lusso” ha deciso di organizzare una manifestazione che si terrà Venerdì 12 Aprile 2013 dalle 17,00 alle 20,00 in piazza Carità. L’esigenza di scendere in piazza è data dall’ esasperazione degli operatori sociali, dovuti ai tagli al settore, che determineranno la chiusura di diverse case famiglia sul territorio Campano.

Il comitato infatti ha risentito fortemente dei tagli, che conseguentemente hanno portato ad una impossibilità nel pagamento degli stipendi. Da tempo il comitato si occupa con dedizione a minori con difficoltà, che vengono accolti nelle case famiglia, che attualmente sembrano risultare ad un passo dalla chiusura. Potremmo dire che l’intero settore dei servizi socio-educativi è in una totale paralisi. Ad alimentare la rabbia e l’amarezza degli operatori, l’assoluta indifferenza da parte del sindaco, che nonostante negli ultimi giorni ha avuto diverse possibilità per pronunciarsi sulle varie emergenze, ha preferito tacere proprio su questa, rendendo praticamente invisibile, una problematica che tocca uno degli strati più deboli della nostra società : i minori.

Anche la scelta del luogo, dove si svolgerà il presidio, non è un caso. Piazza Carità si trova esattamente alle spalle del Comune di Napoli, a dimostrazione del fatto che il welfare ha deciso di attuare lo stesso comportamento subito dall’amministrazione comunale ovvero : voltarle le spalle.
Insieme possiamo dare voce e materializzare le esigenze di questi bambini invisibili.

HIV: SAPERE E’ MEGLIO CHE CURARE!

08 apr 2013

E’ difficile oggi sapere di essere affetti da HIV, non perché sia difficile fare delle analisi, ma perché in un normale prelievo di sangue il controllo di anti-HIV non viene mai effettuato. Basterebbe solo richiedere che venga fatto questo tipo di controllo dalle analisi del sangue che facciamo regolarmente, oltre che per stare più tranquilli, anche per evitare di trasmetterlo a chi ci sta vicino.

Perché fare il test?
1. L’HIV può colpire tutti: oggi sappiamo che la trasmissione del virus è legata ad alcuni comportamenti e può colpire chiunque, non solo alcune categorie della popolazione. In particolare le persone sessualmente attive e chi condivide aghi e strumenti per iniezione come le sostanze stupefacenti.
2. Potresti essere sieropositivo/a senza essertene accorto. E’ possibile che non si presentino particolari campanelli d’allarme anche per vari anni durante i quali il virus continuerebbe comunque a moltiplicarsi all’interno del corpo con il rischio di contagiare anche altre persone.

Come è possibile sapere se si è sieropositivi o no?

Facendo il test dell’HIV, che si effettua tramite un semplice prelievo del sangue. E’ sbagliato chiamarlo “test dell’AIDS” in quanto mostra solo se una persona è infetta da HIV. L’AIDS, infatti, è la fase ultima dell’HIV.
Dopo esattamente 3 mesi dal contagio è possibile avere una diagnosi certa. Questo succede perché gli anti-HIV non si formano sin da subito. Esiste il cosiddetto “periodo finestra” durante il quale gli anticorpi anti_HIV non sono ancora diffusi nel corpo. Nonostante non sia ancora certa la presenza dell’infezione, è comunque possibile contagiare.
Oggi sono disponibili farmaci in grado di impedire la replicazione del virus, ritardare il manifestarsi dell’AIDS.
I sieropositivi devono fare più attenzione alla dieta e ad alimenti crudi che potrebbero essere pericolosi. Si preferisce invece un’alimentazione sana, ricca di vitamine, proteine e calorie.

L’alcol, il fumo e le droghe sono ancora più pericolosi per i sieropositivi, poiché indeboliscono ulteriormente il loro sistema immunitario.
Anche gli sforzi fisici intensi e lo stress, ma anche i bagni di sole o le esposizioni al solarium, possono interferire con il funzionamento del sistema immunitario.

Controllarsi pur sapendo con certezza di essere sani è il primo segnale di amore verso gli altri e verso se stessi.

CONVEGNO 16 APRILE : CAREGIVERS E SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE

08 apr 2013

Martedì 16 Aprile 2013, presso l’hotel Renaissance Naples Mediterraneo dalle ore 17,00 alle ore 20,00 si svolgerà il primo seminario previsto dal progetto Caregiver, realizzato dall’associazione Arci Napoli. Il convegno “Caregiver : HIV e sostegno alle famiglie “ avrà come obiettivo principale quello di presentare temi e scopi del progetto Caregiver e di approfondire temi e problematiche legate alla patologia. Il convegno verterà in maniera specialistica sui diversi modi in cui è possibile contrarre la malattia, ma soprattutto sui nuovi farmaci e percorsi terapeutici grazie ai quali oggi è possibile convivere con la malattia fino ad età avanzata. Inoltre specialisti del settore, ci spiegheranno quanto, e in che modo è aumentata l’incidenza dei casi di HIV. Il progetto si prefigge, fra i diversi obiettivi, quello di far riacquisire a questa malattia la dovuta importanza mediatica, che da qualche anno ha gradualmente perso.
La patologia in questione, causa nel paziente soprattutto problematiche psicologiche, legate al fatto che la società tende ad emarginarli. Il più delle volte però, questa sorta di marginalizzazione esiste solo nella mente del paziente e lo porta ad estraniarsi dal resto della società. Il seminario servirà a chiarire i diversi disagi psico-sociali dei soggetti affetti da HIV.
Il convegno è rivolto agli operatori del settore : medici, psicologi,infermieri, volontari, assistenti sociali, terzo settore.

Introduce:
– Dott. Mariano Anniciello – Presidente Arci Napoli

Interveranno :
– Prof. Giuseppe Nardini – U.O.C Psichiatria per l’integrazione degli interventi di cura – Ospedale Cotugno
– Prof. G. Bonadies – Dipartimento assistenziale di malattie infettive e medicina legale AOU Federico II
– Prof. Raffaella Felaco – Presidente ordine degli psicologi della Campania
– Dott.ssa Margherita D’ Errico – Presidente NPS
– Dott. Vincenzo De Falco – Presidente Associazione VOLA

– Moderatore: Luca Mattiucci – Direttore di Comunicare il sociale

ARCI: IL CORAGGIO DI AIUTARE

01 apr 2013

Riportare l’attenzione sui principali metodi e obiettivi dell’Arci Napoli rimane sempre un punto all’ordine del giorno, soprattutto quando le richieste di aiuto e sostegno sussistono e aumentano in ogni parte del mondo. Il nostro futuro, insieme a quello di chi ha bisogno di aiuto, dipende proprio da come e quanto noi riusciamo a vincere i nostri modi egoistici e le nostre indifferenze, imparando a dedicare anche il più breve spazio di tempo a chi è solo, a chi soffre, a chi chiede aiuto anche solo con gli occhi.

Oggi assistiamo a troppi episodi di dolore, non prestandovi alcuna attenzione perché perennemente colpiti da una fretta frenetica, intesa come ansia psicologica a causa della quale non abbiamo possibilità di osservare il caso che abbiamo davanti. Il volontariato rappresenta quindi l’ancora di salvezza in un mondo ormai insensibile ad ogni dolore e sofferenza.

L’Arci non solo prende atto degli episodi di povertà, emarginazione, discriminazione; ma intende intervenire con tutti i mezzi di cui dispone per porvi rimedio. La solidarietà del volontariato non è solo un semplice atto di carità umana, ma passa attraverso il mettersi concretamente nei panni dell’altro, aiutando gli “altri” a camminare insieme.
Insieme, mai più soli.

HIV : UNA MALATTIA DIMENTICATA DAI MEDIA

22 mar 2013

L’HIV agli albori della sua scoperta, ha goduto per lungo tempo di un boom mediatico, che permetteva alla gente di essere informata sulle cause e dinamiche della suddetta patologia. Diagnosticata come una malattia progressivamente invalidante e senza alcuna cura o vaccino preventivo, l’HIV si nutriva di un’ unica speranza : la prevenzione. La trasmissione dell’infezione avviene tramite diversi modi, oggi, la maggiore causa di contagio sono i rapporti sessuali tra etero, non protetti.

Per questo motivo negli anni 80′ si ebbe un considerevole aumento dell’uso del preservativo, sollecitato da una forte attenzione mediatica alla sensibilizzazione della malattia. I primi quattro casi diagnosticati nel 1981, erano omosessuali, questo fece inizialmente pensare che l’ HIV fosse una malattia esclusivamente gay. Successivamente si è scoperto che questo dato era del tutto irrilevante, in quanto la malattia è diffusa anche negli eterosessuali, oggi infatti i casi di HIV diagnosticati, sono in prevalenza di etero, anche se gli omosessuali hanno il rischio di contagiarsi più facilmente in quanto durante i rapporti anali, è più facile che si creino microtraumi e fuoriuscita di sangue che favoriscono il contagio. Non si discute sul fatto che ogni rapporto non protetto può essere rischioso, in quanto le secrezioni genitali raggiungono livelli elevati di cariche virali, soprattutto lo sperma, che è più infettante rispetto alle mucose vaginali. La donna diventa maggiormente infettante in presenza di mestruazioni, o infezioni vaginali. Il preservativo è un presidio sanitario di provata efficacia : impedendo il contatto fra le secrezioni potenzialmente infette, rende i rapporti sicuri e protegge da ogni malattia sessualmente trasmissibile. L’ HIV è una malattia inizialmente asintomatica, dato non trascurabile, in quanto molti soggetti ne sono inconsapevolmente affetti.

L’importanza mediatica attribuita alla scoperta di questa nuova patologia, era motivata dalla paura che creò nella popolazione mondiale, in quanto l’ AIDS è una malattia degenerativa che porta progressivamente alla morte. Oggi sono stati inventati nuovi farmaci e nuovi percorsi terapeutici antiretrovirali, che permettono alle persone risultate siero-positive ai test, di iniziare a curarsi da subito, arrestando così, lentamente, il degenerare della malattia. Oggi molti ci convivono per anni, infatti la vita media per i soggetti affetti si è molto allungata. Queste nuove scoperte, hanno creato nel  pensiero comune, l’idea che l’HIV fosse diventata una malattia curabile, trascurando il fatto che nonostante i percorsi terapeutici, l’HIV ancora oggi resta una malattia mortale. Infatti dall’inizio dell’epidemia nel 1981 ad oggi in Italia, sono stati segnalati circa 64.000 casi di AIDS di cui quasi 50.000 deceduti.

Tra il 2006 e il 2011 è aumentata costantemente la quota di persone che è arrivata allo stadio di AIDS conclamato (lo stadio più avanzato dell’ infezione HIV), ignorando la propria sieropositività. La parola chiave per questa malattia è quindi “prevenzione”, occorre restituire a questa patologia l’importanza mediatica di cui godeva un tempo, sollecitando soprattutto i giovani ad informarsi sulle conseguenze che possono portare rapporti sessuali non protetti, rendendoli consapevoli , che l’uso del preservativo è essenziale, se non si vuole contrarre nessun tipo di malattia sessualmente trasmissibile.

APERTE ISCRIZIONI ALBO ASSOCIAZIONI PER IL CENTRO STORICO.

15 apr 2011

Come sapete, vivendo il mondo dell’associazionismo da sempre, ritengo che le associazioni siano un grande patrimonio della Città. Quella che vi indico qui mi sembra una buona occasione di partecipazione per le associazioni napoletane. Dopo l’approvazione del Piano di Gestione del Centro Storico Unesco di Napoli e in previsione del grande evento del Forum Universale delle Culture previsto per la primavera-estate del 2013, si intende iniziare fin d’ora un rapporto più stretto di collaborazione con il mondo delle Associazioni Culturali napoletane.

In realtà, già nel corso delle redazioni del Programma Integrato Urbano PIU Europa per il centro storico e del Piano di gestione Centro Storico Unesco, le occasioni di incontro sono state numerose e sempre proficue. La proposta è quella di istituire una Consulta permanente delle Associazioni culturali napoletane interessate alla tutela, conservazione e valorizzazione del centro storico di Napoli. Questo organismo avrà il compito di rappresentare all’Amministrazione comunale i temi e i problemi più urgenti e importanti del centro storico e attivamente collaborare per la loro soluzione.

Presso il Comune di Napoli già esiste una “Banca dati degli operatori culturali” elaborata dal Servizio Programmazione e Progettazione Culturale. Tutte le Associazioni già presenti nell’Allegato 1 e che condividono questa iniziativa, sono invitate a compilare il modello – Allegato 2 – e a spedirlo all’indirizzo di posta elettronica: assessorato.edilizia@comune.napoli.it

Le altre Associazioni culturali presenti in città e che perseguono analoghe finalità di tutela riferite al centro storico di Napoli, sono parimenti invitate a compilare il modello – Allegato 2. Il termine per l’inoltro del modello è fissato per il 30 aprile 2011.

Entro i primi giorni di maggio, saranno invitate tutte le Associazioni che avranno dato o confermato la loro adesione, ad un convegno che si terrà all’Ex Asilo Filangieri, sede del Forum delle Culture, nel corso del quale sarà costituita la Consulta delle Associazioni Culturali per il Centro Storico e saranno definite le prime linee d’azione.

Allegato 1 (sostituito il 12/04/2011)
Allegato 2

Per il futuro delle nuove generazioni. Per il lavoro,i diritti, la democrazia.

18 nov 2010

PER IL FUTURO DELLE NUOVE GENERAZIONI. PER IL LAVORO,I DIRITTI,LA DEMOCRAZIA.

L’Arci in piazza con la Cgil il 27 novembre.

L’Arci aderisce e partecipa alla manifestazione promossa dalla Cgil per il 27 novembre con le parole d’ordine Il futuro è dei giovani e del lavoro.
Come cittadini impegnati per il bene comune siamo preoccupati per le condizioni in cui versa il Paese. L’aumento della disoccupazione, l’impoverimento e la precarietà di strati sempre più estesi della popolazione disegnano i contorni di una vera emergenza sociale. Anziché far fronte a questa situazione rafforzando le tutele sociali e il carattere uniiversalistico del welfare, il governo ha scelto di scaricare il costo della crisi sui più deboli,  chiedendo nuovi sacrifici ai lavoratori, agli anziani, ai precari. Anziché operare per una necessaria redistribuzione delle risorse, ha scelto di non toccare rendite e grandi patrimoni.

Al di la delle promesse, di concreto resta solo l’attacco generalizzato ai diritti, l’azzeramento delle politiche sociali, la mortificazione della scuola pubblica e della cultura, i tagli a Regioni e Comuni che priveranno milioni di famiglie dei servizi essenziali, il tentativo di smantellare i contratti collettivi di lavoro, isolare e delegittimare i sindacati. Scelte irresponsabili, perché se crescono le diseguaglianze e arretrano le conquiste sociali, è tutto il vivere civile che viene messo a rischio.

L’insicurezza e la paura del futuro minano la coesione delle nostre comunità, producono guerra fra poveri e imbarbarimento culturale; favoriscono la corruzione e l’illegalità, indeboliscono la democrazia e aprono pericolosi varchi al populismo autoritario.

Eppure il paese avrebbe le risorse per voltare pagina e uscire dalla crisi migliorato. Basterebbe invertire la rotta di un modello di sviluppo fallimentare, che ha cercato di competere riducendo il costo del lavoro anziché innovare i processi produttivi, che ha favorito la speculazione finanziaria a danno dell’economia reale. Basterebbe investire nel protagonismo dei giovani, puntare sulla ricerca e la formazione, sulla riconversione ecologica dell’economia, su nuove politiche energetiche, sullo sviluppo dell’economia sociale, sulla cura dei beni comuni e dei patrimoni culturali e ambientali dei territori. Sul valore sociale del lavoro come base del patto di cittadinanza.

Basterebbe seguire la bussola dei principi costituzionali che stanno alla base della nostra democrazia.

In gioco non ci sono solo i diritti di questa o quella categoria di lavoratori, ma il futuro della nostra società. Ciascuno è chiamato alle proprie responsabilità, e l’associazionismo può offrire un contributo decisivo, sul piano sociale e culturale, al cambiamento di cui il Paese ha bisogno.

Una presenza forte e visibile delle organizzazioni della società civile a fianco della Cgil il 27 novembre sarà la conferma di quanto sia grande e plurale il fronte delle energie da mettere in campo per uscire dalla crisi nell’orizzonte dei diritti e dell’equità sociale, per costruire il futuro di un paese migliore, più democratico, più giusto e solidale.

La presidenza nazionale Arci

A Firenze… E’ tempo dei ‘rottamatori’.

05 nov 2010

A qualche ora dall’inizio della kermesse alla stazione Leopolda di Firenze, il sindaco Renzi interviene con la sua e-news sulla tre giorni promossa insieme a Civati.

Anche io sarò a quest’incontro a Firenze, e ritengo più che rottamare le persone bisogna rottamare le idee.

 

Articolo dell’iniziativa.

A poche ore dall’avvio della kermesse, il sindaco Renzi spiega nella sua e-news ”l’idea di fondo” che ha portato a ‘Prossima fermata Italia’ (questo il nome dell’incontro, promosso dal sindaco Renzi insieme al consigliere lombardo del Pd Pippo Civati): l’Italia ”merita di più di una classe politica costretta da mesi a discutere di società offshore e di bunga bunga. E dall’altra parte la sinistra non può mettere insieme la solita ammucchiata selvaggia anti Berlusconi”. 

Per Renzi con l’ammucchiata il Pd ”vince le elezioni (forse), ma poi perde alla prova del Governo, come accaduto con l’Unione”. Il sindaco inserisce quindi un link a You Tube del film L’armata Brancaleone di Monicelli e aggiunge: ”Indovinate a quale coalizione si riferisce questo video”.  ”Chi ama la politica – prosegue – ha necessità di qualcosa di diverso. Del resto in tutto il mondo i partiti rimangono gli stessi, i leader cambiano. Da noi i leader cambiano il nome ai partiti e rimangono sempre lì, aggrappati al loro posto”. Leggi tutto »