Buon primo giorno di scuola

12 set 2016

Ri-comincia oggi la scuola.

Ricomicia nella mia regione,la Campania e nella mia Napoli.

Le scuole sono da sempre un baluardo fondamentale di legalità e futuro.

Ogni scuola aperta, il più possibile, è un faro acceso in strade buie.

Ogni ragazzino a scuola è un ragazzino con più probabilità di futuro.

Agli studenti rivolgo l’invito a vivere con gioia e speranza questo periodo.

Ai docenti invece invio il mio in bocca al lupo e la speranza che siano sempre consapevoli della loro fondamentale missione.

Buona scuola a tutti.

MarianoSenza titolo-1

INTERVISTA AL DOTT. MARIANO ANNICIELLO :COSTRUIRE UNA PIATTAFORMA POLITICO-SOCIALE

29 ott 2013

L’ex governatore della Campania Antonio Bassolino, adesso Presidente di Fondazione Sudd, ha incontrato il mondo dell’associazionismo, permettendo alle maggiori associazioni del Sud, di stare sedute ad un tavolo comune.” Reti per il sud ” è solo la tappa iniziale  di un grande progetto a lungo termine per apportare un miglioramento sociale e culturale alla nostra società. Il dottor Mariano Anniciello, presidente del comitato provinciale Arci Napoli, promotore insieme a Bassolino dell’iniziativa,  ha chiarito che il prossimo obiettivo è quello di costruire una piattaforma  politica – sociale :

Cosa intende per ‘piattaforma politica-sociale’?

«Politica nel senso greco del termine, di azione, di fare. Ci stiamo per esempio organizzando per la raccolta delle firme contro la legge Boss-Fini. Lavoriamo sodo per una serie di iniziative a vantaggio del terzo settore».

Il prossimo passo?
«La costituzione del Forum del terzo settore. Questa struttura è l’unica a mancare nella provincia di Napoli. Deve esserci».

Perchè?
«Il Forum del terzo settore è un organismo istituzionale e in un momento così difficile, di crisi del settore del welfare, potrebbe essere utile per aprire vertenze contro le Istituzioni».

Quali sono i vostri riferimenti politici?
«Noi siamo assolutamente autonomi. Certo, ci fa piacere se i politici si muovono per la tutela di certi temi. Pensiamo per esempio a quanto è importante che gli ultimi sindaci del comune di Napoli, si sono tutti battuti contro l’omofobia».

CONVEGNO 16 APRILE : CAREGIVERS E SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE

08 apr 2013

Martedì 16 Aprile 2013, presso l’hotel Renaissance Naples Mediterraneo dalle ore 17,00 alle ore 20,00 si svolgerà il primo seminario previsto dal progetto Caregiver, realizzato dall’associazione Arci Napoli. Il convegno “Caregiver : HIV e sostegno alle famiglie “ avrà come obiettivo principale quello di presentare temi e scopi del progetto Caregiver e di approfondire temi e problematiche legate alla patologia. Il convegno verterà in maniera specialistica sui diversi modi in cui è possibile contrarre la malattia, ma soprattutto sui nuovi farmaci e percorsi terapeutici grazie ai quali oggi è possibile convivere con la malattia fino ad età avanzata. Inoltre specialisti del settore, ci spiegheranno quanto, e in che modo è aumentata l’incidenza dei casi di HIV. Il progetto si prefigge, fra i diversi obiettivi, quello di far riacquisire a questa malattia la dovuta importanza mediatica, che da qualche anno ha gradualmente perso.
La patologia in questione, causa nel paziente soprattutto problematiche psicologiche, legate al fatto che la società tende ad emarginarli. Il più delle volte però, questa sorta di marginalizzazione esiste solo nella mente del paziente e lo porta ad estraniarsi dal resto della società. Il seminario servirà a chiarire i diversi disagi psico-sociali dei soggetti affetti da HIV.
Il convegno è rivolto agli operatori del settore : medici, psicologi,infermieri, volontari, assistenti sociali, terzo settore.

Introduce:
– Dott. Mariano Anniciello – Presidente Arci Napoli

Interveranno :
– Prof. Giuseppe Nardini – U.O.C Psichiatria per l’integrazione degli interventi di cura – Ospedale Cotugno
– Prof. G. Bonadies – Dipartimento assistenziale di malattie infettive e medicina legale AOU Federico II
– Prof. Raffaella Felaco – Presidente ordine degli psicologi della Campania
– Dott.ssa Margherita D’ Errico – Presidente NPS
– Dott. Vincenzo De Falco – Presidente Associazione VOLA

– Moderatore: Luca Mattiucci – Direttore di Comunicare il sociale

ARCI: IL CORAGGIO DI AIUTARE

01 apr 2013

Riportare l’attenzione sui principali metodi e obiettivi dell’Arci Napoli rimane sempre un punto all’ordine del giorno, soprattutto quando le richieste di aiuto e sostegno sussistono e aumentano in ogni parte del mondo. Il nostro futuro, insieme a quello di chi ha bisogno di aiuto, dipende proprio da come e quanto noi riusciamo a vincere i nostri modi egoistici e le nostre indifferenze, imparando a dedicare anche il più breve spazio di tempo a chi è solo, a chi soffre, a chi chiede aiuto anche solo con gli occhi.

Oggi assistiamo a troppi episodi di dolore, non prestandovi alcuna attenzione perché perennemente colpiti da una fretta frenetica, intesa come ansia psicologica a causa della quale non abbiamo possibilità di osservare il caso che abbiamo davanti. Il volontariato rappresenta quindi l’ancora di salvezza in un mondo ormai insensibile ad ogni dolore e sofferenza.

L’Arci non solo prende atto degli episodi di povertà, emarginazione, discriminazione; ma intende intervenire con tutti i mezzi di cui dispone per porvi rimedio. La solidarietà del volontariato non è solo un semplice atto di carità umana, ma passa attraverso il mettersi concretamente nei panni dell’altro, aiutando gli “altri” a camminare insieme.
Insieme, mai più soli.

HIV : UNA MALATTIA DIMENTICATA DAI MEDIA

22 mar 2013

L’HIV agli albori della sua scoperta, ha goduto per lungo tempo di un boom mediatico, che permetteva alla gente di essere informata sulle cause e dinamiche della suddetta patologia. Diagnosticata come una malattia progressivamente invalidante e senza alcuna cura o vaccino preventivo, l’HIV si nutriva di un’ unica speranza : la prevenzione. La trasmissione dell’infezione avviene tramite diversi modi, oggi, la maggiore causa di contagio sono i rapporti sessuali tra etero, non protetti.

Per questo motivo negli anni 80′ si ebbe un considerevole aumento dell’uso del preservativo, sollecitato da una forte attenzione mediatica alla sensibilizzazione della malattia. I primi quattro casi diagnosticati nel 1981, erano omosessuali, questo fece inizialmente pensare che l’ HIV fosse una malattia esclusivamente gay. Successivamente si è scoperto che questo dato era del tutto irrilevante, in quanto la malattia è diffusa anche negli eterosessuali, oggi infatti i casi di HIV diagnosticati, sono in prevalenza di etero, anche se gli omosessuali hanno il rischio di contagiarsi più facilmente in quanto durante i rapporti anali, è più facile che si creino microtraumi e fuoriuscita di sangue che favoriscono il contagio. Non si discute sul fatto che ogni rapporto non protetto può essere rischioso, in quanto le secrezioni genitali raggiungono livelli elevati di cariche virali, soprattutto lo sperma, che è più infettante rispetto alle mucose vaginali. La donna diventa maggiormente infettante in presenza di mestruazioni, o infezioni vaginali. Il preservativo è un presidio sanitario di provata efficacia : impedendo il contatto fra le secrezioni potenzialmente infette, rende i rapporti sicuri e protegge da ogni malattia sessualmente trasmissibile. L’ HIV è una malattia inizialmente asintomatica, dato non trascurabile, in quanto molti soggetti ne sono inconsapevolmente affetti.

L’importanza mediatica attribuita alla scoperta di questa nuova patologia, era motivata dalla paura che creò nella popolazione mondiale, in quanto l’ AIDS è una malattia degenerativa che porta progressivamente alla morte. Oggi sono stati inventati nuovi farmaci e nuovi percorsi terapeutici antiretrovirali, che permettono alle persone risultate siero-positive ai test, di iniziare a curarsi da subito, arrestando così, lentamente, il degenerare della malattia. Oggi molti ci convivono per anni, infatti la vita media per i soggetti affetti si è molto allungata. Queste nuove scoperte, hanno creato nel  pensiero comune, l’idea che l’HIV fosse diventata una malattia curabile, trascurando il fatto che nonostante i percorsi terapeutici, l’HIV ancora oggi resta una malattia mortale. Infatti dall’inizio dell’epidemia nel 1981 ad oggi in Italia, sono stati segnalati circa 64.000 casi di AIDS di cui quasi 50.000 deceduti.

Tra il 2006 e il 2011 è aumentata costantemente la quota di persone che è arrivata allo stadio di AIDS conclamato (lo stadio più avanzato dell’ infezione HIV), ignorando la propria sieropositività. La parola chiave per questa malattia è quindi “prevenzione”, occorre restituire a questa patologia l’importanza mediatica di cui godeva un tempo, sollecitando soprattutto i giovani ad informarsi sulle conseguenze che possono portare rapporti sessuali non protetti, rendendoli consapevoli , che l’uso del preservativo è essenziale, se non si vuole contrarre nessun tipo di malattia sessualmente trasmissibile.

LA CAMPANIA GIOVANE, INTERVISTA A MARIANO ANNICIELLO.

13 feb 2011

Pubblico di seguito una mia intervista su la fanzine di La Campania Giovane:

“Colloquio con il consigliere comunale Mariano Anniciello

Mariano, ovunque si sente parlare di “problema generazionale”, che fa la politica al riguardo?

L’aumento della disoccupazione, l’impoverimento e la precarietà di strati sempre più estesi della popolazione disegnano i contorni di una vera emergenza sociale. Anziché far fronte a questa situazione rafforzando le tutele sociali e il carattere universalistico del welfare, il governo ha scelto di scaricare il costo della crisi sui più deboli, chiedendo nuovi sacrifici ai lavoratori, agli anziani, ai precari. Anziché operare per una necessaria redistribuzione delle risorse, ha scelto di non toccare rendite e grandi patrimoni.

È davvero così nera la situazione?

L’80% del calo dell’occupazione ha colpito i giovani, in particolare quelli che vivono nella famiglia di origine. E gli effetti della difficile congiuntura sono stati mitigati da due ammortizzatori sociali fondamentali: la famiglia, che ha protetto i giovani che avevano perso l’occupazione, e la cassa integrazione guadagni, che ha protetto i genitori dalla perdita del lavoro (essendo i genitori i più presenti tra i cassaintegrati). Prima o dopo però questi due paracadute si esauriranno. In Italia, nel 2009, le famiglie in condizioni di povertà relativa erano 2 milioni 657 mila e rappresentavano il 10,8% delle famiglie residenti. In sostanza, 7 milioni 810mila individui sono poveri, il 13, 1% dell’intera popolazione. La cassa integrazione non potrà essere finanziata in eterno, cosa faremo a quel punto se non avremo invertito la rotta puntando sull’innovazione e le nuove generazioni?

Cosa fanno i ragazzi per uscire da questa situazione?

Al Sud i giovani (come è tradizione) sono parcheggiati nelle Università o a specializzarsi, in attesa che si apra un varco nel mondo del lavoro. E’ così che la Campania oltre a essere la regione più giovane d’Europa, diventa anche la terra con la scolarizzazione media più elevata del Paese. A questo punto si può concludere che questo serbatoio di sapere ed energia è certo il nostro patrimonio strategico per il futuro e lo sviluppo si questa terra. Ma tutto questo non accade. Nella realtà accade solo che i giovani figli di questa regione (spesso i più intraprendenti), stanchi di attendere quel varco che mai si apre, vanno via alla ricerca di occasioni altrove. A volte troveranno successo all’estero, altre volte finiscono per lavorare da McDonald a Londra o New York, con un paio di lauree in tasca, e con l’idea di perfezionare l’inglese per magari tentare una vita diversa.

Esiste una vera via di uscita dal problema?

Il paese avrebbe le risorse per voltare pagina e uscire dalla crisi migliorato. Basterebbe invertire la rotta di un modello di sviluppo fallimentare, che ha cercato di competere riducendo il costo del lavoro anziché innovare i processi produttivi, che ha favorito la speculazione finanziaria a danno dell’economia reale. Basterebbe investire nel protagonismo dei giovani, puntare sulla ricerca e la formazione, sulla riconversione ecologica dell’economia, su nuove politiche energetiche, sullo sviluppo dell’economia sociale, sulla cura dei beni comuni e dei patrimoni culturali e ambientali dei territori. Sul valore sociale del lavoro come base del patto di cittadinanza.

Una speranza per il futuro? Ce la farà il sistema Italia a dare spazio ai propri giovani?

La partita diventa complessa soprattutto quando per la prima volta i figli si trovano in condizioni peggiori dei genitori. Naturalmente sono consapevole che combattere questi mali è come combattere contro i mulini a vento e che per molti questa terra è andata. Io non ci credo. Non ci voglio credere. C’è una strada. Scoprire che i ventenni o i trentenni, possono affrontare con la passione e la forza della giovinezza, le grandi ingiustizie e gli antichi mali che ci affliggono. Con il coraggio si può dare un altro destino al futuro nostro, e della nostra terra. Sarà molto dura, ma è possibile.

GM”

BIG KAHUNA. IL MIO MANUALE DI ISTRUZIONI ALLA VITA.

03 feb 2011

Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent’anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.

Quante possibilità avevi di fronte
e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.

Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un’equazione algebrica.

I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente, di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.

Fa’ una cosa ogni giorno che sei spaventato: canta!

Non essere crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele col tuo.

Lavati i denti.

Non perdere tempo con l’invidia: a volte sei in testa, a volte resti indietro.
La corsa è lunga e, alla fine, è solo con te stesso.

Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente, dimmi come si fa…

Conserva tutte le vecchie lettere d’amore,
butta i vecchi estratti-conto.

Rilassati!

Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.

Prendi molto calcio.

Sii gentile con le tue ginocchia,
quando saranno partite ti mancheranno.

Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant’anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso,
ma non rimproverarti neanche: le tue scelte sono scommesse,
come quelle di chiunque altro.

Goditi il tuo corpo,
usalo in tutti i modi che puoi,
senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
E’ il più grande strumento che potrai mai avere.

Balla!
Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.

Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Non leggere le riviste di bellezza:
ti faranno solo sentire orrendo.

Cerca di conoscere i tuoi genitori,
non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli,
sono il miglior legame con il passato
e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.

Renditi conto che gli amici vanno e vengono,
ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e gli stili di vita,
perché più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.

Vivi a New York per un po’, ma lasciala prima che ti indurisca.
Vivi anche in California per un po’, ma lasciala prima che ti rammollisca.

Non fare pasticci con i capelli: se no, quando avrai quarant’anni, sembreranno di un ottantacinquenne.

Sii cauto nell’accettare consigli,
ma sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia.
Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio,
ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte
e riciclarlo per più di quel che valga.

Ma accetta il consiglio… per questa volta.

Ho appena finito di rivedere il film. Questo monologo finale è un vero Manuale di Istruzioni alla vita. Se non l’avete mai visto…
Il sito del film

http://www.luckyred.it/kahuna/

COSA FA BATTERE IL CUORE DEI DEMOCRATICI?

02 feb 2011

La politica è il brivido che si ha quando lavori per cambiare le cose. Sotto il tetto del PD, donne e uomini, uniti da valori e principi comuni, lottano e lavorano infaticabili per rendere migliore il nostro paese. Il problema è che un partito, anche un partito “umbrella”, deve avere una identità ben definita.
Noi democratici abbiamo la necessità di rendere chiaro al paese quali sono i valori e i principi che ci tengono uniti e che ci guidano come una stella polare nelle notti oscure di questi anni.
Oggi La Repubblica rende noto un sondaggio sulle intenzioni di voto: il PD è stabile come quasi tutti i partiti, qualcuno a destra scende, ma è sorprendente leggere che SEL è data al 7,5% e in crescita.
Chiediamoci perché? Forse un leader che emoziona, forse un partito dalla identità chiara, forse una comunicazione politica coerente; magari tutte e tre le cose.
Ma perché questo straordinario Partito Democratico non riesce a tirare fuori tutta la ricchezza di valori e principi che ha in sé?
Rendiamo chiaro il nostro coraggio di batterci per i diritti civili, per le famiglie, per i diritti dei più deboli e per mantenere unito questo meraviglioso paese.
I democratici lavorano per bloccare le destre che scaricano sui più deboli i problemi della sanità facendo pagare salate spese sanitarie a pensionati indigenti e a famiglie bisognose. Lavoriamo affinché si fermi questo vergognoso tentativo di spazzare via il ceto medio e  non venga indebolita la scuola pubblica a favore di ricchissimi sempre più spregiudicati.
Noi democratici pretendiamo che i ricchissimi paghino la loro giusta parte di tasse, e pretendiamo che ai giovani venga restituito il diritto di mettere su famiglia.
Rendiamo chiaro che credere nel Partito Democratico, significa essere dalla parte buona della vita. Significa lavorare duramente per una Italia migliore, dove ci sia rispetto per i diritti e per l’ambiente, dove alle donne e agli uomini venga garantito il diritto a cercare la felicità.

CHI HA VINTO LE PRIMARIE, E CHI VINCE SE LE PRIMARIE PERDONO?

30 gen 2011

Sono stato impegnato per settimane come componente del Comitato Promotore delle Primarie a Napoli. Abbiamo lavorato tutti (esperienze diverse e diversi partiti), per avere domenica 23 gennaio, una meravigliosa festa popolare che aiutasse le forze democratiche a sconfiggere le destre di Cosentino e Cesaro a Napoli.
E’ stato così fino a quando non si è conosciuto il risultato. Quella notte i componenti della Commissione (anche io), hanno firmato il verbale che proclama il risultato. Poi la mattina dopo tutto ritrattato.
Il Regolamento è chiaro, lo può scaricare chiunque. I ricorsi si possono presentare solo dopo la proclamazione, eppure i ricorsi si discutono e la proclamazione si nega.
E’ giusto consegnare le Primarie ad una battaglia fatta di carte bollate e accuse, che poi viste da vicino sono spesse volte storie vuote, utili solo per sporcare il risultato?
Le Primarie non sono questo. Le Primarie ci servono e non ce le dobbiamo far scippare dagli apparati.
Ragioniamo. Se le primarie vanno nel cassetto le prossime liste per il Parlamento e il Senato le scriverà qualche burocrate nel chiuso di una oscura segreteria. Esattamente come si vuol fare ora per il destino di Napoli. Vada avanti la Commissione di Garanzia, accendiamo un faro su ogni singola irregolarità. Ma poi si chiarisca il risultato, e lo si faccia il prima possibile.
Di fronte a Cantone o a Saviano, penso che anche il vincitore farà un passo indietro, ma nel frattempo restituiamo ai quarantacinquemila cittadini che nemmeno la pioggia ha fermato, il loro diritto a decidere. Il loro, e nostro, diritto a costruire il futuro di Napoli.

ALCUNI DEI LUOGHI DOVE HO LASCIATO IL CUORE…

11 gen 2011

Alcuni dei luoghi del mondo dove ho lasciato il cuore:

Marrakech
per gli incantatori di serpenti e gli astrologi che affascinano le anime degli uomini nella piazza Djemaa el-Fna…

Cuba
musica, mare e comunismo.

Fiordi norvegesi
crepacci immensi dove mare e cielo si uniscono tra panorami immensi illuminati dal sole di mezzanotte.

Sahara…
i colori del tramonto che non puoi dimenticare, le notti stellate vicino al fuoco accompagnate dalle danze dei Berberi.

Fonti di Iguazù
le più grandi cascate del mondo, dove la natura raggiunge una imponenza senza fine, al confine tra Brasile, Paraguai ed Argentina.

Messico
la giungla pluviale sull’amaca di notte, le vertiginose piramidi Maya, il cielo stellato e le scimmie urlatrici che spaccano il silenzio.

Istanbul
l’Agia Sofia e la Moschea Blu, Palazzo Topkapi, i luoghi che stregavano sultani e odalische.

Napoli-Kathmandu
in auto… il mio prossimo viaggio!  (prima o poi)