SAN PAOLO VERRÀ!

15 feb 2011

Ritorna ciclicamente nelle riflessioni di noi napoletani il destino dello Stadio San Paolo; bisogna decentrarlo, riqualifacarlo, raderlo al suolo o venderlo?

In questi giorni il dibattito si è riacceso e mi è venuta in mente una vecchia storia di famiglia. Mio zio Enzo, possedeva una vecchia Alfa Giulietta cabriolet: un vero rottame. Aveva però un fraterno amico meccanico, Dino Corcione. Dino si dedicò al recupero della Giulietta e ne uscì un capolavoro. Non solo andavano in giro con quel piccolo gioiello a cui avevano restituito valore, ma addirittura  la noleggiavano  per i matrimoni creando un’entrata.  Mio Zio fu felice per non aver venduto la Giulietta.

Mi piacerebbe vedere il San Paolo con delle gallerie commerciali, una multisala, palestre, centrobenessere e magari anche un albergo;  insomma una realtà viva ogni giorno della settimana e che dona straordinarie emozioni la domenica. Esattamente come accade nel resto dell”Europa, restituendo sicurezza e funzionalità. Ma come fare per realizzarlo, come trovare le risorse?

Con l’andare avanti del federalismo Napoli e il Meridione vengono fortemente mortificate.  Sarà necessario che il Comune di Napoli coinvolga la S.S.C. Napoli ed il tessuto imprenditoriale della Città attraverso la finanza di progetto, senza per questo svendere quello che per noi napoletani è il monumento che ha visto da Sivori a Maradona rendere gloria alla nostra Città.

Aurelio De Laurentis è l’uomo giusto. Ha già dimostrato di avere le qualità per condividere con la città di Napoli questa avventura che regalerà un nuovo Stadio San Paolo al quartiere di Fuorigrotta ed ai napoletani. Va realizzata una grande operazione che dovrà vedere insieme le istituzioni,  il tessuto imprenditoriale della città e il Calcio Napoli.

Il Comune di Napoli dovrà essere all’altezza di questa sfida garantendo gli investitori nella rapidità  e semplificazione delle procedure consentite dalla legge. Dovrebbe, inoltre, accordare tutte le riduzioni fiscali consentite per le imprese che credono e investono in questo progetto.

Insomma facciamo uscire di nuovo dal garage la nostra Giulietta cabiolet.

8 risposte to “SAN PAOLO VERRÀ!”

  1. Nicola Imparato says:

    Caro Mariano, la tua è una giusta ed attenta riflessione su come possiamo sfruttare al meglio i mezzi che Napoli ed i Napoletani hanno a disposizione.
    Il caro Presidente De Laurentis più volte sembra essersi reso disponibile a mandare avanti un progetto di riqualifica del San Paolo; le sue parole sono chiare, ma tu come addetto ai lavori all’interno del Comune di Napoli, sai dirci quali sono le intenzioni di Sindaco, Consiglieri e Assessori in merito alla facenda?
    Un progetto non potrà mai essere portato avanti da una sola persona o semplicemente da un’idea, c’è bisogno che ci si sieda ad un tavolo e si riesca a giungere ad un compromesso che potrebbe far felici davvero tutti; partendo da noi Napoletani, con uno stadio VERO, nuove possibilità di LAVORO, maggiora SICUREZZA che porti sempre più FAMIGLIE allo stadio.
    Caro Mariano, noi crediamo in te e nella tua voce, fa che in Consiglio si senta il volore del popolo di Napoli.
    Nicola Imparato

  2. emanuela says:

    Spero vivamente, da quello che leggo, che il San Paolo possa includere attività commerciali e di intrattenimento sul modello americano, ma intanto sarebbe il caso di fare un primo passo forse più urgente: ovunque gli stadi vengono utlizzati per concerti di artisti di calibro nazionale e internazionale e per manifestazioni che prevedono un numero considerevole di pubblico. Negli ultimi anni molti concerti sono stati ospitati a Salerno e Caserta proprio perchè lo stadio di Napoli non è disponibile per eventi musicali di una certa portata.

    Spiegamo anche questo a De Laurentis e alle tifoserie dl Calcio Napoli?

  3. Luigi Limatola says:

    Gent.mo Mariano, è una ottima idea, mi auguro che si realizzi in tempi brevi….almeno spero.Saluti LIMATOLA LUIGI

  4. gabriella says:

    il San Paolo è un patrimonio di questa città, ha rappresentato quanto meno un pezzo, il più glorioso, della nostra storia sportiva. Non vedo l’utilità di “sostituirlo” con un altro impianto quando si potrebbe, con la compartecipazione del Comune e della società sportiva di De Laurentiis metterlo alla stregua degli stadi di tutta Europa. Si unirebbe lo sport all’imprenditoria, al commercio, al tornaconto economico dell’intera città, in più potrebbe davvero riportare l’intera famiglia allo stadio…
    Ho visto bellissimi concerti in questo stadio, un tempio di aggregazione infinito. Sedersi ad un tavolo e valutare tutte le opportunità, almeno questo le parti in causa ce lo dovrebbero, per provare a ridare a noi tutti un impianto sportivo (e non solo) sicuro e moderno, senza essere costretti a cancellare i ricordi, i brividi e le emozioni di un passato troppo bello per essere dimenticato!
    Buona fortuna Mariano!
    Gabriella Calabrese.

  5. Sandra Lagozino says:

    Sarebbe fantastico. Un quartiere, il mio, quello di Fuorigrotta che non è mai riuscito veramente a decollare, relegato alla definizione di “periferia ovest”. Quando invece avrebbe delle potenzialità incredibili a divenire un luogo centralissimo per l’aggregazione sociale: il mare e pozzuoli sono a due passi, il polmone verde della Mostra d’Oltremare si presterebbe a divenire un parco per le passeggiate e i giochi dei più piccoli….. eppure in questo quartiere non c’è più un cinema, non credo ci sia una biblioteca, un solo teatro riaperto da poco dopo tanti anni, nè si svolgono manifestazioni pubbliche di grande rilievo.
    La piazza antistante la Mostra e adiacente lo stadio è stata abbandonata, quando invece, appena realizzata, era un luogo bellissimo, magico. Io ho studiato all’Istituto d’Arte della Mostra d’Oltremare, in più abito in quella zona, ho vissuto tutto il cambiamento degli anni ’90 e il degrado successivo. Noi abitanti lo desideriamo davvero un qualcosa di più, ne avvertiamo il bisogno, ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni.
    Mariano, magari si riuscisse veramente a realizzare qualcosa di concreto, io lo auguro e lo spero con tutto il cuore. Ma già il solo parlarne, già il solo fatto che tu abbia toccato l’argomento, credimi, è già un inizio. Vuol dire che ci si può ragionare, che qualcuno almeno ci pensa.
    Bene. Spero di continuare a seguire degli sviluppi e delle informazioni, su questo e su tanti altri argomenti di riqualificazione urbana. Questo serve per rilanciare la nostra città, e non le semplici restrizioni sull’occupazione di suolo pubblico che leggevo sulla tua pagina FB. Appunto, non un no secco, ma un progetto preciso e un accordo tra le parti. Non un eccesso, ma nemmeno solo divieti.

  6. Manlio Converti says:

    Perché uno stadio ha il nome di una chiesa?
    Perché De Laurentis è l’unico proprietario di una squadra di una città diversa da quella in cui ha le proprie imprese ed i propri impiegati ed operai?

    Perché all’estero rugbysti e calciatori si adoperano per scopi sociali e da noi al massimo per evitare le multe grazie ad un parcheggiatore abusivo?

    La strega maligna

  7. Mimmo Posca says:

    Caro Mariano, che dirti ?
    10 anni addietro ( ai tempi di Ferlaino e Corbelli ) facevo parte di un qualificatissimo gruppo di lavoro ( tra i quali lo studio di architettura ARUP che aveva progettato Sidney 2000 , progettisti di superfici commerciali in strutture sportive con esperienze degli stadi londinesi, ed altri ) che in due anni aveva elaborato il progetto esecutivo per la riqualificazione del S.Paolo con creazione di museo del calcio, centri commerciali, palestre, parcheggi, luxury box dai quali vedere la partita sospesi alla copertura. Insomma, un capolavoro. Io mi occupavo, tra le altre cose, dello studio delle convenzioni con l’Ente, della soluzione delle controversie esistenti, della fattibilità ai sensi della Merloni ter appena entrata in vigore. Tra mille problemi avevamo completato il tutto. Occorreva la delibera del Comune che autorizzava l’avvio della procedura di PF, cui sarebbe seguito il deposito del progetto, la gara e tutto il resto. Purtroppo una serie di fattori dovuti alla scadenza elettorale, ai pessimi risultati sportivi del Napoli, a problemi giuridici di difficile soluzione ( il S.Paolo tecnicamente è un monumento ) uniti al deteriorarsi dei rapporti tra i due proprietari della squadra affondarono il progetto.

  8. diego says:

    sono anni ormai che si parla di ristrutturazione, maxi-schermi, copertura ecc… ma niente!!! l’anno prossimo come è molto probabile andiamo in champions con uno stadio ridotto in quella maniera, diciamola tutta non degno di tale competizione, mentre il napoli andra a giocare in Inghilterra, spagna e germania e invidieranno le loro strutture!! ma come si fa?? con una squadra cosi ma soprattutto con un pubblico cosi!!! Io spero che si faccia qualcosa al più presto possibile, lo stadio con la pista d’atletica è ridicolo, con quella ferraglia di copertura è peggio per non parlare di bagni, seggiolini e quel terzo anello inutilizzato.. VEDIAMO DI MUOVERCI PER FAVORE!!!

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