IL RAZZISMO A NAPOLI NON E’ A CASA. CACCIAMOLO VIA.

10 mar 2011

Condivido con tutti i napoletani un profondo disgusto per ciò a cui abbiamo assistito oggi nella nostra città. Due sedicenni aggrediscono e umiliano una italiana nera: unico movemente l’odio razziale. Napoli lacerata dall’odio razziale è una Napoli che nega se stessa, le sue radici, ma soprattutto la sua forza: l’amore per l’altro.

Come ci dice la Bibbia, “Anche voi dovete amare lo straniero, perché voi stessi eravate stranieri in terra d’Egitto” (Deuteronomio 10:20). Quei due sedicenni, con quella violenza vergongosa non umiliavano solo una figlia di Dio come loro, ma una napoletana come loro. Come furono i napoletani che in america finivano ghettizzati e umiliati tra le strade di New York o in sudamerica.

Il nostro impegno è verso tutti gli italiani disposti a lavorare sodo per ottenere una vita migliore per se stessi e per i propri figli, per avere una possibilità di realizzare un’Italia migliore, una Napoli migliore.

Noi crediamo nelle parole della nostra Costituzione, che siamo tutti creati uguali e che, quale che sia il colore della nostra pelle o il luogo dal quale provengono i nostri antenati, siamo tutti italiani e siamo tutti figli di Dio.

Abbiamo visto con i nostri occhi gli straordinari passi verso l’unità del Paese compiuti nei centocinquantanni dell’unità d’Italia, ma sappiamo che c’è chi oggi avvelena la nostra terra seminando odio.

Se siamo onesti con noi stessi, la maggior parte di noi può ricordare i momenti in cui ha incontrato qualcuno con la pelle di un colore diverso dalla nostra, che parlava con un accento diverso, o che portava sul volto i segni della miseria, che abbiamo valutato secondo parametri che non vorremmo venissero utilizzati per giudicare noi.

Ma siamo una città ricca di compassione, e crediamo che sia giusto fare uno sforzo in più per persone amano Napoli e che sono disposte a lavorare molto per renderla migliore insieme a noi.

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