IL FASCINO DEL MALE.

10 feb 2011

Uno studente su tre pensa che nella camorra ci sia qualcosa di buono. Il 4 per cento vede addirittura nei camorristi degli eroi e il 14 per cento riconosce alla malavita il merito di garantire un lavoro.

Di chi è la colpa? Di tutti. Perché l’eroe di film e telefilm è sempre più spesso quello che tradizionalmente sarebbe un cattivo (dal Padrino al recente Boardwalk Empire in onda in questi giorni su Sky). Perché i ragazzi vedono i delinquenti come coloro che comunque la passano liscia e poi girano in Porche con tasche piene di soldi; mentre nelle patrie galere ci va un Edmond Dantes di turno.

Cammini per strada e anche i figli di persone tradizionalmente oneste hanno atteggiamenti prevaricatori da camorristi. Per loro è un modello vincente. Anche e soprattutto perché dall’altro lato c’è la remissività di chi oramai nemmeno denuncia più.

La speranza di vita media di un camorrista è 27 anni! Bisogna far comprendere a tutti che un camorrista che passa la vita fuggendo e vedendo ammazzare tutti i suoi cari, per finire ucciso a meno di trent’anni, o quando è fortunato restare a vita in galera, è solo, e semplicemente, una cosa: un perdente.

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