Biografia

Sono nato a Napoli poco più di 30 anni fa in una famiglia dove non si parlava mai di politica. Mio padre Umberto, che era un impiegato statale, e mia madre Imma, che era una casalinga, mi ebbero assai avanti negli anni. Non persero mai la speranza che sarebbe nato un figlio dal loro amore.

Sono cresciuto negli ’80, quelli degli yuppies e dei paninari. Come tanti non avevo le Timberland e non avevo il Commodore 64, all’epoca mi sembrava una tragedia, ma forse fu una fortuna. I libri diventarono la mia più grande passione. I miei eroi erano Stendhal e Bukowski.

E’ del 1987 uno dei ricordi più belli di quegli anni. Il Napoli vinceva lo scudetto, casa mia, come tutta la città, si dipingeva di azzurro e io giravo per una città dove temporaneamente alle icone di San Gennaro si erano affiancate le foto di Maradona.

Nel 1989 cadeva il muro di Berlino, per alcuni in quell’anno è finito il “’900”. Per me è solo il primo anno delle superiori. La Storia non si è ancora incrociata con la mia storia. Accadrà, indirettamente, qualche anno dopo.

Un sabato pomeriggio di fine maggio del ’92, tornavo dal mare, mentre arrivava la notizia dell’assassinio di Giovanni Falcone. La rabbia, il dolore, la sensazione che qualcuno mi avesse portato via la speranza.
Avevo 17 anni, nasceva il mio impegno associativo e politico.

Nel ’93 fondammo l’Associazione Eduardo De Filippo, di cui diventai presidente. La scelta cadde sul Grande Eduardo che amava tanto la nostra terra e che ci aveva lasciati tutti circa 10 anni prima insieme a Enrico Berlinguer in un triste 1984. Pochi mesi dopo mi iscrissi anche alla Sinistra Giovanile (PDS) nella quale mi occupai di ambiente ed ecologia.

In quel periodo cominciai a frequentare la facoltà di Sociologia della Federico II, laureandomi alcuni anni dopo. Pur amando lo studio, ho scoperto il lavoro da giovanissimo, già dai primi anni delle superiori. Consegnavo pizze, facevo interviste radiofoniche, scrivevo per alcuni periodici locali. Facevo l’animatore per le feste dei bambini d’inverno, e nei villaggi turistici d’estate. Per un periodo ho fatto anche l’Arbitro Federale di Calcio.

Il mio praticantato da giornalista andava avanti, e credevo che il mio destino fosse in questo, ma la voglia di cambiare il mondo non te la scolli di dosso e nel 1997 divenni segretario dei Democratici di Sinistra di San Carlo Arena, il quartiere più popoloso della città. Qualche mese dopo fui il consigliere circoscrizionale più votato in Italia per quella tornata, e anche il più giovane.

Giovanni Paolo II da sempre esercitava su di me una fascino enorme e rappresentava una guida per il mio percorso. Il suo costante lavoro per la pace, mi spinse a dichiarami Obiettore di Coscienza. Investii un anno della mia vita in una associazione nel quartiere Sanità che si occupava di poveri ed emarginati. Mi è sempre importato sul serio della gente e fu un anno straordinario.

Nel 2001, per continuare il mio impegno nel volontariato che ancora coltivo, entravo a far parte dell’Arci Napoli, come responsabile delle attività sociali e del rapporto coi movimenti. La mia prima esperienza fu nella Carovana Nazionale Antimafie che da Casal Di Principe con cinque furgoncini sgangherati ed un camper, insieme a Don Luigi Ciotti, attraverserà la Campania fino a chiudersi a Torre Annunziata.

Il 13 dicembre del 2003 sono stato eletto Presidente del Comitato Provinciale Arci Napoli. Mi sembrava una straordinaria occasione per contribuire al cambiamento. Non risparmiai nessuna energia e in cinque anni l’Arci di Napoli è diventata, col lavoro di tutti, la più grande associazione del centro-sud Italia.

Gli impegni lasciano poco tempo alle mie passioni, che però ancora oggi non abbandono: amo viaggiare, nuotare, correre al Bosco di Capodimonte, tirare di scherma al Collana.

A gennaio del 2006 incontravo Roberta. Ci conoscevamo da tanto tempo, ma è in quel periodo che nasce il nostro amore; dopo un po’ nascerà anche Umberto, nostro figlio. Il 23 aprile del 2006 sono candidato nella lista dei DS come rappresentante del mondo dell’Associazionismo e a giugno, sono eletto Consigliere del Comune di Napoli.

Nel 2008 vengo eletto nella Presidenza dell’Arci Nazionale. Il mio impegno nell’associazionismo e nel volontariato mi ha sempre soddisfatto, ma l’impegno di Consigliere nasce perché avevo voglia di contribuire al miglioramento di Napoli. Mi sono occupato di trasporti e cultura, alcuni risultati concreti sono stati raggiunti, ma c’era tanto ancora da lavorare.

Nel 2011 sono stato ricandidato al Consiglio Comunale di Napoli ottenendo, grazie allo straordinario sostegno di tanti cittadini, un consenso che mi ha messo tra i dieci più votati della Città tra tutti i partiti, e tra quei pochissimi uscenti che hanno registrato una importante crescita di consenso. Inoltre dal 2011 ho cominciato a collaborare, da Bruxelles, con l’Unione Europea. Ma sopra ogni altra cosa, il 2011 è stato l’anno in cui è nato Francesco Antonio, il mio secondo amatissimo figlio. Da fine 2013 mi è stato chiesto di impegnarmi come Coordinatore della segreteria provinciale del PD di Napoli. Già nel 2014 ho scelto di dimettermi da ogni incarico del PD, e di non prendere nessuna tessera di partito, per dedicarmi completamente all’associazionismo ritendendo l’impegno politico più alto quello per i diritti civili e la democrazia.

Oggi vivo con Roberta, Umberto e Francesco Antonio. Spero di potere dare a loro l’affetto e l’amore che mio padre e mia madre hanno sempre rivolto a me. La sera, quando torno a casa, li vedo dormire e spero che grazie al lavoro di tutti coloro, che come noi, amano questa Città, il mattino dopo si sveglino in una Napoli migliore.