E’ GIUNTA L’ORA, DI DIRE A LORO, BASTA.

07 mar 2011

La vittoria che cerchiamo a maggio non sarà facile. Riconosciamo la potenza delle forze che scenderanno in campo contro di noi. Sappiamo che invocheranno il nome del governo nazionale e regionale a sostegno del loro candidato, facendo diventare il signor Berlusconi il candidato vero, e nonostante il fatto che la carriera politica di questo uomo duri da quasi un ventennio e sia associata ad ogni male.

Sappiamo che non sarà facile condurre una campagna contro un uomo che ha mezzi illimitati e che sceglie come suoi tramiti su Napoli  altri uomini con grande disponibilità di mezzi. Un uomo che pensa che il sud “vada battuto” e che costruisce un federalismo che neghi ogni speranza alla nostra terra. Un uomo che controlla tutte le tv del Paese, e tanto altro. Sarà meglio che qualcuno alzi il mazzo prima che lui dia le carte.

Ma noi non facciamo una campagna solo contro il signor Berlusconi e i locali Lettieri, Cosentino e Cesaro. Il nostro compito non si esaurisce semplicemente in un elenco dei danni volontari prodotti al ceto medio dalle destre, e nemmeno è del tutto necessario enumerarli. Perché i giovani costretti a lasciare la loro terra sapranno come votare senza che noi glielo diciamo. Gli operai e i precari dei call center rimasti senza lavoro sapranno come votare. Le persone anziane senza più copertura medica né farmaceutica dalla Regione Campania; le famiglie che non hanno una casa decorosa; i genitori che non possono più dare ai figli un’alimentazione o un’istruzione adeguata nella scuola pubblica: tutti loro sanno che è giunta loro di dire basta alle destre.

Il candidato Sindaco delle destre è ancora giovane. Ma il loro modo di affrontare la realtà è vecchio come il signor Berlusconi. Il loro partito è del passato; un passato che stringe in una morsa il nostro futuro e che va avanti da due decenni.

SINDACO DI NAPOLI: SERVE LA PALLA DI VETRO.

06 mar 2011

Dal punto di vista turistico la presigiosa Lonely Planet definisce Napoli bella e impossibile. Dal punto di vista politico, invece, è semplicemente impossibile. Tra poco avremo più candidati a Sindaco che liste.

Provo a riassumere.  Lettieri per la PDL (ma all’Unione industriali non sembrano molto convinti), Mastella per l’UDEUR, il rettore Pasquino per l’UDC, il prefetto Morcone per il PD, i Vendolianiancora  non sanno che fare tra Morcone e De Magistris e magari ricandidano Mancuso andando da soli, infine De Magistris per IDV e sinistre varie (sempre che i grillini alla fine non candidino uno loro solo loro). Insomma un casino. Ovviamente vanno aggiunti un bel po’ di candidati a Sindaco sostenuti solo da liste civiche: tipo Di Monda ed altri. Se è un laboratorio politico, temo sia destinato ad esplodere.

Come andrà a  finire? In questo quadro così frammentario nessuno è in grado di vincere al primo turno. Lettieri passerebbe alla sfida finale, ma è complicato definire con chi. Partirebbe di certo avvantaggiato Morcone, forte del sostegno del Partito Democratico, ma ci sono ancora tanti mal di pancia a destra e sinistra che rendono il quadro ancora provvisorio.

Una città come Napoli oggi più che mai ha bisogno di certezze. Spetta ai partiti trovare queste certezze per renderle ai cittadini.

SOLO LUI SI IMPEGNA COSI’ PER UN AMICO IN PIU’…

05 mar 2011

 

Cosa non farebbe Mr. B. per un amico in più. Scalerebbe montagne, e scenderebbe anche di notte, per un amico in più (alla Camera o al Senato, si intende).

Pare che questa voglia contagiosa di amicizia sia per lui insopprimibile. Ora addirittura la voglia di amicizia delle destre si sta estendendo anche al Consiglio Comunale di Napoli dove gli amici di Mr. B. all’improvviso crescono per poi andarsi a dimettere dal notaio (senza nemmeno riuscirci).

Vabbè Cesaro (il Presidente della impoTTante Provincia di Napoli) li definisce, in questo, “dilettanti allo sbaraglio”.

Questo bel video dei bravissimi amici di Proforma vi documenterà, come Mr. B. si “impegna” SEMPRE per un amico in più.

NON SANNO NEMMENO DIMETTERSI.

04 mar 2011

“Non sanno nemmeno dimettersi”. Così ha apostrofato il Sindaco i consiglieri del Comune di Napoli che hanno provato a dimettersi per causare lo scioglimento delle istituzioni cittadine. Per svariati errori, sia formali che sostanziali, non solo i consiglieri voltagabbana non ottengono il risultato (dopo aver pubblicamente festeggiato con striscioni), ma a quanto pare, secondo alcuni, in base al TUEL, verranno addirittura surrogati.

La storia è curiosa fin dalle radici: improvvisamente sette consiglieri di centrosinistra, folgorati sulla via di Damasco, in pochi giorni senza nessuna motivazione politica e senza nemmeno discutere in Aula la sfiducia, si unicono alle destre e vanno da un notaio per dare le dimissioni tutti insieme.

L’intenzione era costruire l’alternativa politica a Napoli, ma come ha detto qualcuno, è difficile realizzarla se per farlo bisogna affidarsi a chi “non sa nemmeno dimettersi”.

ELEZIONI A NAPOLI: SÌ, MA COME?

01 mar 2011

Oggi siamo a meno 75 giorni solari dal voto per il nuovo sindaco del Comune di Napoli e per il rinnovo della nuova assise che siederà nella Sala dei Baroni.

Tutto sembra procedere,  salvo poi cambiare repentinamente.

Andiamo per punti:
la data è ufficializzata (ma il Presidente del Consiglio è intervenuto dichiarando che la vuole spostare all’ultima domenica e lunedì del mese di maggio).  Sarebbe attualmente prevista, per il primo turno, domenica 15 maggio (dalle 8:00 alle 22:00) e lunedì 16 (dalle 7:00 alle 15:00).
Il secondo turno si terrà il 29 e 30 maggio con analoghe modalità.

Numero dei consiglieri comunali a Napoli: il valzer dei numeri è oggi fermo a 48 consiglieri. Il “Milleproroghe”, depurato del maxiemendamento dopo la bocciature del Presidente della Repubblica, riporta Napoli alla riduzione del Consiglieri Comunali, che dai 60 attuali viene snellito del 20%  (i summenzionati 48, appunto).

Di conseguenza la Giunta si ridurrà dagli attuali 16 assessori a 12 componenti.

Sul piano politico è tutto in movimento: De Magistris si candida a Sindaco, il centrosinistra ipotizza la candidatura del prefetto Mario Morcone o chissà, il centrodestra oscilla tra la Carfagna e Rudy (scherzo, ma solo un po’).

Per il centrosinistra pare che la dead line decisa a Roma sarà comunque questo fine settimana. Quindi un altro po’ di pazienza e scopriremo come finisce il thriller, sperando che il PD non sia Forrest Gump, ma Jack Sparrow.

ATTENDENDO LE ELEZIONI A NAPOLI. MANUALE PER L’USO.

17 feb 2011

Non tutti sanno che il giorno prima di tentare, in Consiglio dei Ministri, il varo del decreto legge sul federalismo, il Ministro dell’Interno ha ufficializzato le date del turno amministrativo.

Il Comune di Napoli andrà a voto per il primo turno domenica 15 maggio (dalle 8:00 alle 22:00) e lunedì 16 (dalle 7:00 alle 15:00).
Il secondo turno si terrà il 29 e 30 maggio con analoghe modalità.

Un’ultima informazione. Col cosiddetto “Decreto Milleproroghe” passa una norma per cui le grandi città con oltre un milone di abitanti (Napoli, ne ha giusti 4.500 in più della soglia) non si limiteranno ad un Consiglio Comunale a 48 ma arriveranno fino a 60 consiglieri. Anche gli assessori passano da 12 a 15 oltre il Sindaco (che come sapete è sia assessore che consigliere).

Spero che tutti voi, riflettiate su chi votare con responsabilità e favorendo giovani e donne; magari me :)

MUBARAK IN FUGA. MA Mr. BERLUSCONI VINAVIL, QUANDO ANDRÀ VIA?

13 feb 2011

Mubarak è in fuga, il suo posto è stato preso dall’esercito. Fine della storia. Una conclusione lineare in attesa delle elezioni.

A questo punto sarei tentato di dire che l’Egitto è più democratico dell’Italia, oppure con maggiore probabilità che Mr. B. è più dittatore di Mubarak. Qui il nostro Presidente del Consiglio, Mr. Vinavil, non si scolla dalla poltrona nemmeno davanti alle più oscene accuse o agli scandali sessuali che hanno trasformato l’Italia da paese dell’eleganza a paese dei Bunga Bunga.

Oggi le manifestazioni nelle piazze italiane di “Se Non Ora Quando?” sono state meravigliose feste popolari animate da migliaia di cittadini che sono scesi in piazza per ridare dignità all’Italia.

In un paese civile, con quello che sta accadendo, il Presidente del Consiglio si sarebbe già dimesso da anni. La storia del ventennio berlusconiano, invece, è costellata di proclami mussolinani sulle “tre i” (che forse erano tre P…) e dall’individuazione di gerarchi come Mr. “Tic Tac” Cesaro o Cosentino che controllano il territorio in una struttura di partito che non ha democrazia.

Scusate l’ironia, ma Mubarak, sotto alcuni punti di vista, se non altro, è stato un dittatore più “dignitoso”!

LA CAMPANIA GIOVANE, INTERVISTA A MARIANO ANNICIELLO.

13 feb 2011

Pubblico di seguito una mia intervista su la fanzine di La Campania Giovane:

“Colloquio con il consigliere comunale Mariano Anniciello

Mariano, ovunque si sente parlare di “problema generazionale”, che fa la politica al riguardo?

L’aumento della disoccupazione, l’impoverimento e la precarietà di strati sempre più estesi della popolazione disegnano i contorni di una vera emergenza sociale. Anziché far fronte a questa situazione rafforzando le tutele sociali e il carattere universalistico del welfare, il governo ha scelto di scaricare il costo della crisi sui più deboli, chiedendo nuovi sacrifici ai lavoratori, agli anziani, ai precari. Anziché operare per una necessaria redistribuzione delle risorse, ha scelto di non toccare rendite e grandi patrimoni.

È davvero così nera la situazione?

L’80% del calo dell’occupazione ha colpito i giovani, in particolare quelli che vivono nella famiglia di origine. E gli effetti della difficile congiuntura sono stati mitigati da due ammortizzatori sociali fondamentali: la famiglia, che ha protetto i giovani che avevano perso l’occupazione, e la cassa integrazione guadagni, che ha protetto i genitori dalla perdita del lavoro (essendo i genitori i più presenti tra i cassaintegrati). Prima o dopo però questi due paracadute si esauriranno. In Italia, nel 2009, le famiglie in condizioni di povertà relativa erano 2 milioni 657 mila e rappresentavano il 10,8% delle famiglie residenti. In sostanza, 7 milioni 810mila individui sono poveri, il 13, 1% dell’intera popolazione. La cassa integrazione non potrà essere finanziata in eterno, cosa faremo a quel punto se non avremo invertito la rotta puntando sull’innovazione e le nuove generazioni?

Cosa fanno i ragazzi per uscire da questa situazione?

Al Sud i giovani (come è tradizione) sono parcheggiati nelle Università o a specializzarsi, in attesa che si apra un varco nel mondo del lavoro. E’ così che la Campania oltre a essere la regione più giovane d’Europa, diventa anche la terra con la scolarizzazione media più elevata del Paese. A questo punto si può concludere che questo serbatoio di sapere ed energia è certo il nostro patrimonio strategico per il futuro e lo sviluppo si questa terra. Ma tutto questo non accade. Nella realtà accade solo che i giovani figli di questa regione (spesso i più intraprendenti), stanchi di attendere quel varco che mai si apre, vanno via alla ricerca di occasioni altrove. A volte troveranno successo all’estero, altre volte finiscono per lavorare da McDonald a Londra o New York, con un paio di lauree in tasca, e con l’idea di perfezionare l’inglese per magari tentare una vita diversa.

Esiste una vera via di uscita dal problema?

Il paese avrebbe le risorse per voltare pagina e uscire dalla crisi migliorato. Basterebbe invertire la rotta di un modello di sviluppo fallimentare, che ha cercato di competere riducendo il costo del lavoro anziché innovare i processi produttivi, che ha favorito la speculazione finanziaria a danno dell’economia reale. Basterebbe investire nel protagonismo dei giovani, puntare sulla ricerca e la formazione, sulla riconversione ecologica dell’economia, su nuove politiche energetiche, sullo sviluppo dell’economia sociale, sulla cura dei beni comuni e dei patrimoni culturali e ambientali dei territori. Sul valore sociale del lavoro come base del patto di cittadinanza.

Una speranza per il futuro? Ce la farà il sistema Italia a dare spazio ai propri giovani?

La partita diventa complessa soprattutto quando per la prima volta i figli si trovano in condizioni peggiori dei genitori. Naturalmente sono consapevole che combattere questi mali è come combattere contro i mulini a vento e che per molti questa terra è andata. Io non ci credo. Non ci voglio credere. C’è una strada. Scoprire che i ventenni o i trentenni, possono affrontare con la passione e la forza della giovinezza, le grandi ingiustizie e gli antichi mali che ci affliggono. Con il coraggio si può dare un altro destino al futuro nostro, e della nostra terra. Sarà molto dura, ma è possibile.

GM”

USO RESPONSABILE DEL DENARO

10 gen 2011

Passeggiando per via Filangieri, fuori ai negozi delle grandi griffes, si vedono lunghe file di acquirenti. Attendono per comprare un paio di scarpe da cinquecento euro o una giacca da duemila euro.

Nella stessa Città, a pochi passi di lì, la middle class viene schiacciata da una crisi economica durissima e da politiche del Governo che indebiliscono i ceti medi e bassi. Nel frattempo quelle stesse politiche del centrodestra rendono chi è ricco sempre più ricco.

Quella che circola nel Paese è una ricchezza fatta di auto sportive che scorrono per strada, mentre le famiglie sul bordo del marciapiede stanno lì a gurdare con in mente ancora i calcoli su come arrivare a fine mese. Una ricchezza che trova spesso i modelli culturali in veline e calciatori, una ricchezza che trova i nomi per i figli tra i protagonisti di fiction, una ricchezza che non porta mai in libreria, ma ad acquistare una tv 60 pollici sì.

Per questo vi propongo questo spot sull’uso responsabile del denaro. Quando Roberta, vi recitò era ancora al liceo, ma purtroppo poche cose sono cambiate ed in peggio.

FEDERALISMO FISCALE: AFFARE PER IL NORD E PERICOLO AL CENTROSUD

07 gen 2011

Secondo lo studio dell’Anci, confrontando gli attuali trasferimenti Stato-enti locali con il metodo di calcolo previsto dal nuovo sistema federalista, a perderci sarebbero soprattutto le città del centro e del meridione. Più penalizzata sarebbe L’Aquila, ma anche Roma e Napoli.
Secondo tale studio, i municipi perderebbero complessivamente 445 milioni di risorse l’anno da destinare ai servizi, proprio a causa del passaggio dai trasferimenti statali all’autonomia delle imposte. La proiezione è fatta utilizzando dati della Copaff, la commissione paritetica sul federalismo fiscale che lavora al ministero del Tesoro.
Dunque un federalismo targato Nord, o meglio Lega-Nord, ma di questo non avevamo dubbi, sono curioso di sapere chi, tra i parlamentari, avrà il coraggio di mandare definitivamente in rovina economica il nostro paese.