METRO’ DELL’ARTE: INAUGURAZIONE STAZIONE UNIVERSITA’.

25 mar 2011

Sabato 26 marzo mattina si inaugura la Stazione Università della Metrò dell’Arte. Quella che è stata definita la Metropolitana più bella del mondo, e che appartiene al Comune di Napoli, apre un’altra fermata.

Il viaggio inaugurale (ore 12:15 partenza con il treno Stazione Dante), però,  avverrà in totale controtendenza con il contesto che c’è nel paese per i trasporti pubblici. Regione Campania e governo tagliano i trasporti pubblici fino al punto che il costo del gasolio per i bus è insostenibile e i lavoratori rischiano la mobilità.

Il progetto di governo e regione è destrutturare il trasporto pubblico  per tirare in campo imprese private. Moltiplicare i costi per lavoratori pendolari e studenti nella terra in cui la benzina, a causa delle speculazioni proprio dei privati, costa di più in Italia. Funicolari e bus sono costretti a ridurre corse e orari del servizio, per tirare avanti.

Il sistema integrato dei trasporti è stata una importante conquista per la nostra terra. E’ una infrastrutturazione unica che viene citata come sistema di eccellenza in Europa. Dalla Metrò del Mare alla Metropolitana dell’Arte, dal Biglietto Unico alla Metropolitana Regionale, questa terra ha visto diventare sempre più funzionale la rete del trasporto pubblico.

Il centrosinistra continua a crederci e in questo contesto  domani inaugureremo la Stazione Università della Metro dell’Arte. Crediamo in un trasporto pubblico efficiente e sostenibile. In una città con una meravigliosa Metropolitana che lasceremo ai nostri figli.

DI INQUINARE MI RIFIUTO. DIFFERENZIAMOCI.

22 mar 2011


Sta per tornare l’emergenza rifiuti. Da domani i comuni della provincia di Napoli torneranno a raccogliere rifiuti che non sapranno dove sversare perché la Provincia di Napoli e la Regione Campania ancora non lo chiariscono.

Guardacaso, insieme alla campagna elettorale, ricomincia la crisi dei rifiuti. Strana combinazione. La Provincia ImpoTTante di Cesaro, insieme a Regione e Governo continuano a non avere né un piano serio, né la volontà di affrontare davvero una tragedia che da tre anni dicono di aver risolto definitivamente.

Di fronte a queste irresponsabilità, dobbiamo continuare a lavorare per rafforzare la raccolta differenziata che è lo strumento migliore e più avanzato. Bisogna estendere la “raccolta porta a porta” quanto più velocemente è possibile a tutta la Città.

Ma soprattuto da domani dobbiamo pretendere che gli Enti Locali competenti che sono Provincia, Regione e Governo ci dicano dove i compattatori che fanno la raccolta ogni notte per le strade dei comuni della provincia napoletana dovranno andare a sversare, prima che l’immondizia torni a devastare la salute nostra e dei nostri figli.

Napoli è una terra meravigliosa. Camorra e malapolitica inquinano la nostra acqua, il nostro cibo e le nostre vite. Sconfiggiamo le ecomafie; facciamo la differenziata nelle nostre case.

SOVRINTENDENZA CHIUDE FLORIDIANA CAUSA TAGLI MINISTERO.

21 mar 2011

Dal 1815 in poi, è il primo caso di chiusura del Parco della Floridiana a tempo indeterminato. Qual è la storia? Nei giorni scorsi è caduto un arbusto e occorre la messa in sicurezza, ma a causa dei tagli del Governo alle politiche culturali, ed in particolare al sud, il Ministero non ha risorse nemmeno per le potature.

Beh, certo dopo il crollo della Domus dei Gladiatori e della Casa del Moralista le politiche di preservazione del nostro Patrimonio Culturale, da parte del Ministro Bondi, vanno dalla preghiera, a roba del tipo  “ma poi magari non se ne accorgeranno in fin dei conti è roba vecchia”.

Quindi che volete che sia privare i nostri figli di quel meraviglioso parco storico e panoramico che è la Floridiana, quando ci hanno privato per sempre di monumenti millenari a Pompei.

Ritornando a Napoli, nel 2003 (indovinate chi era Presidente del Consiglio), ci fu già un tentativo di chiusura della Floridiana con la volontà di istituire un biglietto di ingresso, ma il Comune di Napoli intervenne e offrì un servizio di manutenzione, scongiurando la chiusura del parco. Recentemente il contratto di collaborazione è stato rescisso e dalla Floridiana hanno fatto capire di potercela fare da soli. Evidentemente non è stato così.

“La gente non mangia cultura”, GiulioTremonti 08.10.2010,  dopodiché giù coi tagli alla cultura. Poi “Bisogna battere il sud”, detto dal capo del governo che col federalismo vuole ridurre di due terzi i trasferimenti legittimi per il sud.

I risultati concreti, della politica delle destre, li stiamo cominciando a vedere: parchi che chiudono, sanità a pagamento, trasporti pubblici indeboliti e soggetti a tentativi di privatizzazione.  Basta dare uno sguardo alla CTP e alle politiche della Provincia di Napoli, o alla Funicolare che deve ridurre gli orari perché il Ministero (in questo caso dei Trasporti), non manda i soldi.

Personalmente credo che il Parco della Floridiana non possa diventare un parco a pagamento, come pare voglia fare qualcuno. E’ patrimonio di Napoli e appartiene a tutti noi napoletani. Non lo lasceremo “privatizzare” così facilmente.

L’EMERGENZA RIFIUTI E “UNA PROVINCIA IMPOTTANTE”.

11 feb 2011

Presidente della Provincia e Presidente della Regione dovrebbero indicare ai comuni campani, che stanno rivivendo l’emergenza rifiuti, dove sversare. Ma l’indicazione non arriva.

L’unica cosa che arriva da Cesaro e Caldoro è la richiesta di aprire un’altra discarica in città, oltre a Pianura e Chiaiano. Dimenticando che Napoli, ha già dato tanto.

La camorra, intanto, specula ancora sui rifiuti. Governo, Regione e Provincia (che non hanno una strategia nemmeno per affrontare la raccolta ordinaria)  da due anni ci dicono che l’emergenza rifiuti non esiste più, mentre i comuni campani sono ancora sommersi dai rifiuti.

Di fronte a questa incapacitò che possiamo fare? Credo sia importante  impegnarci sulla differenziata, che è il modo più avanzato, ed ecologico, per gestire i rifiuti (soprattutto in questo contesto). Quella che segue è una sintesi informativa sulle modalità per la raccolta differenziata e la raccolta dei rifiuti, in Città.

Sintesi di quali sono le modalità per il deposito rifiuti:

Frutta, verdura, fiori, ristoranti, mense e comunità: depositata in bidoncini carrellati forniti da ASIA resi disponibili per il servizio di raccolta dalle ore 14,00 alle ore 16,00 di tutti i giorni esclusi i festivi o all’orario di chiusura dell’esercizio e comunque non oltre le ore 22,00.
Gli utenti possono richiedere autorizzazione a depositare i predetti rifiuti all’orario di chiusura laddove tale orario fosse successivo alle ore 22,00.

Rifiuti solidi urbani residuali: racchiusi in idonei sacchetti atti ad evitare dispersioni di rifiuti e depositati nei contenitori stradali e/o presso i consueti punti sacco dalle ore 20,00 alle 22,00. Si intendono rifiuti solidi urbani residuali tutti quelli prodotti ad eccezione della frazione secca recuperabile (carta, cartone, tetra pack, lattine, barattoli, plastica, legno, stracci, indumenti; vetro, farmaci, pile esauste, sfalci e residui di potatura, beni durevoli e ingombranti: suppellettili, materassi, elettrodomestici).

Le persone di età superiore a 65 anni e quelle portatrici di handicap possono richiedere autorizzazione a conferire i rifiuti in orari diversi da quelli fissati. Gli uffici pubblici e privati, le scuole, le imprese industriali e artigianali, gli studi professionali e gli esercizi commerciali possono richiedere autorizzazione a depositare i rifiuti all’orario di chiusura della struttura.

Le frazioni differenziate sono conferite:

Plastica, alluminio, banda stagnata: negli appositi contenitori posizionati su strada;

Vetro: negli appositi contenitori posizionati su strada;

Carta, cartone, cartoncino: contenitori carrellati di colore bianco distribuiti alle residenze condominiali o gruppi di abitazione, o presso gli uffici, concessi in comodato d’uso gratuito da ASIA, posizionati all’interno delle aree condominiali, cortili, androni di pertinenza ed esposti sulla pubblica via nei giorni e negli orari stabiliti da ASIA e comunicati all’utenza;

Farmaci – pile esauste: negli appositi contenitori installati sul territorio cittadino;

Sfalci e residui di potatura: il materiale va conferito direttamente presso le isole ecologiche a cura dell’interessato;

Beni durevoli e ingombranti: servizio a richiesta previa prenotazione (numero verde 800.161010, dalle 08.00 alle 18.00 dal lunedì al venerdì e dalle 09.00 alle 13.00 il sabato).

VUOI FARE L’ECOLOGISTA CON L’AVATAR? INQUINI QUANTO 10 AFRICANI.

07 feb 2011

Ho scoperto che il mondo virtuale non è eco-compatibile. Se siete degli abitanti di Second Life dovete sapere che il vostro “Avatar” consuma una quantità di energia 10 volte superiore a quella di un abitante del Camerun. Non ce ne rendiamo conto fino in fondo, ma i nostri pc consumano, e le nostre batterie inquinano.

Pare che si cominci già a pensare a una svolta ecologista nel mondo dei pc, ma nel frattempo i computer del nostro pianeta producono la stessa quantità di Co2 di tutta la flotta aerea mondiale (la quale, come ho detto nel precedente post, è particolarmente responsabile del Buco nell’ozono).

Così mentre su eBay si vendono “le scorie radioattive di Chernobyl” (spero che chi le compra sappia dove metterle), quattromila server sono sempre accesi utilizzando elettricità per tenere in “vita digitale” gli Avatar di Second Life.

Fortunatamente c’è una sorta di “Protocollo di Kyoto” anche per l’informatica. Si chiama Climate Savers Computing e nasce con l’obiettivo di ridurre dal 2010 le emissioni di gas serra di 54 milioni di tonnellate all’anno. Come? Semplicemente iniziando a produrre pc che consumano meno elettricità. Effetto? Quanto far sparire 11 milioni di automobili.

Ora non voglio dire che dobbiamo impazzire appresso alle classi energetiche ed ai consumi intelligenti (c’è il rischio di scoprire che il nostro avatar virtuale inquini più del nostro nuovo asciugacapelli), ma il clima è così fragile, e l’ambiente pure, che davvero quel battito di farfalla in Brasile creerà una tempesta in Cina.

UNA SCOMODA VERITA’.

05 feb 2011

Vi do un solo dato: un viaggio di andata e ritorno fra Europa e America di due persone contribuisce al mutamento climatico quanto il consumo di gas ed elettricità di una famiglia media in un intero anno.

Nuotando in quella meraviglia che è il mare della Gaiola a Marechiaro,  già con mio padre, ho sempre pensato che avrei portato lì mio figlio e gli avrei insegnato a nuotare. L’ambiente, il nostro mare, le nostre coste, il clima, sono la più importante eredità che possiamo lasciare ai nostri figli. Dobbiamo avere consumi responsabili e comprendere che molta della meravigliosa costa italiana, se continuano gli sconvolgimenti climatici che sono sotto i nostri occhi, scomparirà insieme alle Maldive e ai ghiacciai già in scioglimento della Patagonia. Non serve necessariamente abbracciare gli alberi o definirsi sostenitori del club per la difesa del gufo maculato, per difendere  la natura.  

Angelo Vassallo, è stato un eroe. E’ stato ammazzato dalla Camorra mentre era in prima linea per difendere la notra natura, il nostro ambiente. Dobbiamo difendere questo patrimonio dalla Camorra che vi sversa rifiuti tossici e dalla cattiva politica che non lo protegge, ma che anzi spesso vi specula vergognosamente.

Dobbiamo sapere, anche,  che ogni forma di trasporto motorizzato contribuisce alla produzione di anidride carbonica (la causa principale dei cambiamenti climatici indotti dall’uomo), ma sono gli aerei a causare i danni di gran lunga maggiori, non solo per le lunghe distanze percorse, ma perché rilasciano i gas responsabili dell’effetto serra nelle parti alte dell’atmosfera.

Con questo non voglio far sentire in colpa chi viaggia, perché a mio avviso i viaggi, complessivamente, portano benefici globali alle culture e ai paesi, promuovono l’integrazione, educano, favoriscono l’informazione nonché il diffondersi e radicarsi dei diritti umani in alcuni paesi.

Vorrei però mettere a conoscenza, chi non lo sa, che esistono programmi di compensazione delle emissioni che danno vita ai “carbon calculators” (sono dei misuratori di anidride carbonica) che consentono ai viaggiatori di calcolare le emissioni anidride carbonica di cui sono responsabili viaggiando (ma volendo anche nella vita di tutti i giorni, ad es. auto, riscaldamento ecc.) e la somma di denaro necessaria per compensare i danni provocati da tali emissioni. Aderendo al programma di “offset scheme” (compensazione) si consente a climatecare.org di finanziare progetti di utilizzo più efficienti di fonti energetiche e iniziative eco-compatibili nei paesi in via di sviluppo, come avviene già in India, Honduras, Kazakistan e Uganda.

Nessuno è lontano dal problema. Il clima è quanto di più globale ci sia. Tutto è strettamente connesso. E’ per questo che vi propongo di dare uno sguardo ai programmi di compensazione, e se possibile utilizzarli.

Programma Integrato Urbano per il Centro Storico patrimonio Unesco

13 ott 2010

Il Grande Programma per il Centro Storico di Napoli Patrimonio UNESCO, ha l’obiettivo di conseguire sviluppo e migliorare sensibilmente la qualità dell’ambiente e della vita degli abitanti.

Non solo restauro di monumenti e di tessuti edilizi storici, dunque, ma una articolata serie di interventi sulla parte ‘fisica’ del centro storico (dagli impianti tecnologici ai sottoservizi all’arredo urbano) e sugli aspetti ‘immateriali’ (dalla sicurezza ad azioni interne alle politiche dell’inclusione). La possibilità di conseguire questo obiettivo è legata alla qualità dei progetti di diversa natura che saranno messi in campo e, soprattutto, dalla loro organica integrazione.

A tal fine all’elaborazione del Programma si è affiancata la definizione concordata di alcuni Protocolli aggiuntivi, per l’accesso ad altre misure di finanziamento su settori specifici: turismo, assistenza e welfare, sicurezza, trasporti, imprenditorialità, studentati, etc. Il Grande Programma si articola pertanto su due atti elaborati nell’ambito della Cabina di regia costituita per l’attuazione del protocollo d’intesa stipulato tra: Regione Campania, Comune di Napoli, Direzione Regionale del MIBAC e Arcidiocesi di Napoli:

- il Documento di Orientamento Strategico (D.O.S.)

- il Programma Integrato Urbano Napoli (P.I.U.)

Il D.O.S. prende come riferimento l’intera area perimetrata nel 1995 come Patrimonio UNESCO (coincidente con il territorio classificato come Centro Storico dal Piano Regolatore Generale del 1972 con l’aggiunta dei parchi monumentali) e individua una cospicua serie di complessi monumentali, fasce di tessuti edilizi e ambiti urbani meritevoli di intervento e iniziative di carattere immateriale per un complessivo stimato di 570 milioni. Il secondo livello, il P.I.U. Napoli, che rientra nel limite di finanziamento di circa 240 milioni di euro afferente all’Obiettivo Operativo 6.2 del POR – FESR 2007-2013, restringe l’intervento all’area di Neapolis, alla città di fondazione e alla fascia costiera che da

piazza Mercato arriva a piazza Municipio. Il primo e secondo livello progettuale sono organicamente correlati, anche alle iniziative dei Protocolli aggiuntivi, in una visione unitaria che disegna una sorta di mosaico dell’intero Programma. Lungo la fascia costiera, infatti, il P.I.U Napoli si integra con altre misure di fondi europei (P.O.I.N.) con le quali prosegue la rivitalizzazione del litorale, fino al Borgo Marinari e all’acropoli del Monte Echia, collegandosi ad un intervento-pilota sui Quartieri Spagnoli, il Progetto Bassi elaborato da Sirena e al recupero dell’area dell’ex Ospedale Militare.

Articolo preso dal sito del Comune di Napoli, per avere altre info: http://www.comune.napoli.it/centrostorico

Terrificante la nuova Direttiva Europea sulla vivisezione.

04 ott 2010

E’ davvero deludente la direttiva dell’Unione Europea sulla vivisezione – una pratica alla quale sono assolutamente contrario – che è stata approvata oggi.

Sono bastati dieci minuti per l’approvazione della nuova Direttiva Europea sulla vivisezione; e non ho capito l’Italia che fa. E’ una legge a misura di vivisettore, che non obbliga a utilizzare i metodi sostitutivi ai test con gli animali neppure laddove esistono e dà la possibilità ripetere, senza anestesia, all’infinito esperimenti sulle cavie. Terrificante.

”Oggi 4 ottobre, giorno di San Francesco Patrono d’Italia, saremo in tanti a digiunare per protestare singolarmente e unitariamente contro la decisione votata dal Parlamento Europeo in materia di vivisezione”.

Mare, onde e correnti: le probabili prossime fonti di energia.

20 lug 2010

Secondo il World Energy Council (WEC) di Londra le onde, le maree e le correnti del mare potrebbero essere le nuove fonti rinnovabili di energia. La possibilità di ricavare energia dai movimenti del mare dura ormai da cento anni e negli anni ‘70, in concomitanza con la crisi petrolifera, le ricerche sono andate intesificandosi. 

Infatti ci fu un calo del prezzo del petrolo negli anni ‘80 che spinse l’idea di sfruttare l’energia proveniente dal mare, idea che poi fu messa da parte ma ora sembra riafforare come possibilità di usare tale fonte. Il WEC (world energy council) ha stimato che il 15% del fabbisogno elettrico mondiale potrebbe essere coperto da impianti di sfruttamento del moto ondoso dei mari. Questa quantità sarebbe il doppio di quella attualmente prodotta dalle centrali nucleari. Ed in più ci sarebbero le correnti e le maree. Ecco allora pronti all’attacco diverse aziende disposte ad approfondire tale evento. La prima azienda è la Ensis che già nel 2005 siglò un accordo per costruire un impianto nel Portogallo. Seguita da altre aziende come la Chevron, la Verdant Power Inc. di New York e la Ocean Power del New Jersey. 

Un attenzione particolare va rivolto però all’impatto che codesti impianti possono apportare all’ecosistema. Attualmente l’impianto costruito nel Nord del Portogallo è di piccole dimensioni, per questo non dannoso per l’ambiente. 

Per produrre energia su vasta scala però si devono usare tecnologie con un maggiore impatto ambientale. Esistono diversi modi ed ogni azienda cerca di adottarne quello più appropiato rispetto alle loro ricerche. 

In questo nuovo scenario assumono una particolare attenzione soprattutto le maree che sono più prevedibili rispetto al vento e per questo ritenute più affidabili come fonte di energia.

Il sistema della balneazione a Napoli.

19 lug 2010

La città di Napoli offre a cittadini e turisti diverse opportunità e modalità di fruizione ai fini balneari ed elioterapici della propria costa: dalle scogliere e spiaggette della riviera di Chiaia e Mergellina, alle piattaforme lignee degli storici lidi di Posillipo, ai suoi impervi banchi tufacei, alle calette con moli e approdi, fino alla grande spiaggia di Coroglio-Bagnoli.
La Balneazione in città può essere praticata in varie forme e modalità su tutto il litorale centro-occidentale, che spaziano dalla assoluta gratuità delle spiagge libere attrezzate con servizi comunali, alle spiagge con accesso e servizi a pagamento.

Il litorale di Napoli, che è la parte della città a più stretto contatto con il mare, va dal confine est di Portici (loc. Pietrarsa), al confine ovest di Pozzuoli (loc. La Pietra). Come tutte le zone costiere, per di più di pregio, come nel caso di Napoli, l’intero territorio della città è sottoposto a numerosi vincoli di tutela delle caratteristiche architettoniche e ambientali dei luoghi e dei manufatti.

Ulteriori info:
http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/12114

www.grandenapoli.it