Categoria: Internazionale
 
FMI: SOLO LA FRANCIA SI RIALZA IN EUROPA. L'ITALIA DEFICIT ALTO
22-04-2009

Il Fondo Monetario Internazionale ci dice che nel 2009, nonostante il Governo Berlusconi dica che tutto va bene, sarà non solo globalmente di "severa crisi" ma ci informa che in Italia il deficit di quest'anno salirà a livelli molto superiori rispetto a quelli richiesti dal trattato di Maastrich (5,4%) per poi salire ancora al 5,9% l'anno prossimo. Importanti anche le ricadute sul debito pubblico che, in rapporto al Pil, cresce dal 105,8% del 2008 al 115,3% per poi salire ancora al 121,1% nel 2010 e al 129,4% nel 2014.

Per il nostro Paese gli spazi per politiche di stimolo dell'economia proprio alla luce del suo elevato debito pubblico sono "quasi inesistenti". Notizie nere anche per il lavoro con un forte aumento del tasso di disoccupazione che dal 6,8% della forza lavoro del 2008 salirà quest'anno all'8,9% per passare al 10,5% nel 2010.
Mi chiedo di fronte a questa terribile crisi cosa dice e cosa farà di "vero" Berlusconi?




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BARAK OBAMA
06-11-2008

Ho pubblicato il discorso completo e sottotitolato in italiano di Obama dopo la sua elezione. Il cambiamento è qui.


 



 


 




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YES WE CAN.
15-09-2008

Quello che pubblico è il video di quello che credo sia uno dei discorsi più belli degli ultmi anni. Forse alcuni di voi hanno visto questo stesso discorso di Barak Obama trasformato anche in un video musicale, ma è molto bello vedere qui il discorso nella sua semplicità.



La data delle elezioni negli Stati Uniti si avvicina mentre cresce l'inquietudine e l'incertezza sul risultato.








Etichette: Barak Obama Stati Uniti d'America Politica Democratici




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CON BARAK OBAMA
16-06-2008

Dal 2004 quando Barack Obama si è candidato nel Partito Democratico venendo eletto nel Senato Federale, oggi la sua carriera non si arresta e si è candidato per la presidenza della Casa Bianca.


Dopo la bandiera sventolata dall'ex first lady Hillary Clinton, ora è la svolta della "lotta" contro John McCain.


Le differenze ideologiche fra Obama e Hillary Clinton non sono notevoli. Quindi è molto probabile che nell'elezione di novembre i sostenitori dell'ex first lady sceglieranno Obama se non altro per evitare le nomine di John McCain alla Corte Suprema. Un sondaggio della CBS condotto subito dopo l'ultima primaria ha rivelato che il 63% degli elettori di Hillary Clinton voterà per Obama. Il 22% ha detto che sceglierà McCain. Naturalmente Obama avrà cinque mesi per corteggiare questi elettori amareggiati per la sconfitta dell'ex first lady. Ma per assicurarsi la vittoria Obama dovrà scegliere un vice che lo potrà aiutare  a vincere alcuni Stati critici tradizionalmente in bilico. Questi includono la Florida, la Pennsylvania, l'Ohio, l'Indiana e la Virginia.



Facciamo i nostri auguri al candidato del Partito Democratico, con la speranza che possa apportare dei cambiamenti e che riuscirà  a mantenere le promesse da lui sostenute.



Etichette: Barack Obama, Partito Democratico, presidenza, first leady Hillary Clinton, John McCain, elezione.




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FREE TIBET - FREE IRAN
13-06-2008

Che i profughi palestinesi siano delle povere vittime, non c'è dubbio. Ma lo sono degli Stati Arabi, non d'Israele. Quanto ai loro diritti sulla casa dei padri, non ne hanno nessuno perché i loro padri erano dei senzatetto. Il tetto apparteneva solo a una piccola categoria di sceicchi, che se lo vendettero allegramente e di loro propria scelta.


Oggi, ubriacato da una propaganda di stampo razzista e nazionalsocialista, lo sciagurato fedain scarica su Israele l'odio che dovrebbe rivolgere contro coloro che lo mandarono allo sbaraglio. E il suo pietoso caso, in un modo o nell'altro, bisognerà pure risolverlo.


Ma non ci si venga a dire che i responsabili di questa sua miseranda condizione sono gli «usurpatori» ebrei. Questo è storicamente, politicamente e giuridicamente falso.


Dal «Corriere della Sera», Indro Montanelli, 16 settembre 1972



Ahmadinejad, capo del governo di Teheran - che al vertice Fao ha attaccato Israele  annunciando che sarà presto cancellato dalle cartine geografiche. Nel frattempo il Tibet continua ad essere un paese occupato e esce lentamente dalle cronache senza che in quella terra sia però entrata la libertà.


Mi chiedo come possiamo continuare a vivere in un mondo dove ci siano stati illiberali occupati da dittatori, mi chiedo perché continuiamo a interloquire con stati dove i diritti civili e le libertà dei cittadini siano oppresse?




Etichette: Antisionismo Ahmadinejad Iran Libertà Internazionali Politica Free Tibet Free Iran Stato di Israele




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Tibet e Birmania: Ennesimo dramma umanitario
08-05-2008

Tibet e Birmania senza tregua, sono passati solo pochi mesi dalla violenta repressione di massa esercitata sugli abitanti dell'ex Birmania, "colpevoli" di chiede una loro autonomia sociale per una vita più democratica, che ecco abbattersi su quella stessa terra uno dei più violenti nubifragi che si ricordi. Una catastrofe nella catastrofe se si pensa che il regime dittatoriale di quel paese, nonostante ora si trovi in un momento di grande emergenza a seguito del violento fenomeno atmosferico, impedisca agli aiuti umanitari di andare in soccorso della popolazione, lasciando senza cibo, acqua, medicinali e tutti gli altri generi di prima necessità, i sopravvissuti all'ecatombe. I paesi che hanno attivato un ponte aereo per gli aiuti umanitari infatti lamentano di non poter far decollare i propri mezzi in quanto gli è stata negata l'accoglienza nel paese in cui sono diretti, tonnellate di prodotti così rischiano di deperire nei frigo senza che vengano distribuiti a coloro che ne hanno urgente bisogno.




Ancora una volta in un paese del mondo avvengono fatti gravissimi, senza che i grandi della terra intervengano a favore di chi sta' subendo l'ennesimo dramma umanitario. Dunque non esistono solo i campi di concentramento per sterminare migliaia di persone, lo sterminio può avvenire anche impedendo aiuti a chi lotta tra la vita e la morte, non vedo grosse differenze, se non modalidà diverse.




 




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Cosa accade in Tibet?
17-03-2008

La storia la scrivono i vincitori e la voce dei più deboli ci arriva smorzata tra le sue pieghe.


Sono "centinaia" le vittime della repressione cinese in Tibet. Lo dice una nota del Parlamento tibetano in esilio a Dharamsala che, come il Dalai Lama, richiede una indagine indipendente delle Nazioni Unite e della comunità internazionale.


Le autorità di Pechino, invece, hanno continuato a negare di aver "usato la forza" e "armi da fuoco" contro i rivoltosi.


Numerosi testimoni tibetani, stranieri e anche cinesi hanno detto di aver sentito chiaramente numerosi colpi di fucile o pistola in diverse zone della capitale Lhasa di fatto sotto coprifuoco da due giorni. Un ministro del governo in esilio riferisce a Repubblica di "un rastrellamento casa per casa" che inizia in queste ore.


Leggendo Fatherland ho avuto come un colpo allo stomaco. Vedi il mondo come se avesse vinto Hitler. I nazisti governano l'Europa, e hanno riscritto dentro il loro regime le informazioni che scriveranno la storia. Nessuno sa che fine abbiano fatto i milioni di ebrei mandati a est. Nessuno sa del terribile genocidio degli ebrei, il più terribile della storia.


Non intendo fare alcun accostamento, ma credo che la comunità internazionale debba conoscere la verità.


Etichette: Lhasa Pace Genocidio




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Marcia dei monaci tibetani
27-09-2007

Ho girato per un po' di blog di politici. Ho visitato blog campani e altri di leader nazionali, niente. Sono andato sul blog di Beppe Grillo, parla di V-Day, nemmeno l'ombra di quello che cerco. Eppure in Birmania per chiedere libertà per il suo popolo, sfidando la giunta militare ormai al potere da 45 anni, sono scesi in piazza anche i monaci e le monache buddiste. Ieri, nella notte, sono stati arrestati 850 monaci buddisti e ci sono migliaia di persone in Piazza a Rangon per la libertà. La polizia spara nella folla, sei morti.


Mi sembra di rivedere le tragiche scene di Piazza Tien an men. C'è qualcosa che accade nel mondo anche se non si chiama Partito Democratico o V-Day.


Nel frattempo il Consiglio di sicurezza ONU partorisce una decisione minimale, Cina e Russia fermano le richieste più dure di Ue e Stati Uniti che chiedono sanzioni alla Birmania. E' apparsa anche Aung Suu Kyi, la leader dell'opposizione birmana e Nobel per la pace, ai domiciliari da dodici anni, che ha salutato i manifestanti dalla sua casa-prigione. Mentre tutto questo accade come a distanze siderali dalla politica italiana e dai suoi blog (Beppe Grillo incluso), una manifestazione è stata promossa davanti al Campidoglio il 24 settembre. Una sola. Chi è che l'ha promossa? un'associazione umanitaria, i grillini, la Caritas, i girotondini, l'Arci... No, niente di tutto questo, semplicemente Walter Veltroni.




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